Dalla Foce Rio Tre Denari in Giu…

Pubblicai quest’articolo due anni fa, proprio di questo periodo, il 15 agosto del 2015.

Ero curioso di conoscere una zona per me quasi totalmente sconosciuta. Nomi spesso sentiti ma mai visti.

Mai delusione fu cosi’ grande.

A distanza di anni, mi e’ capitato per le mani un bell’articolo della Stampa, proprio in riferimento alla pattumiera chiamata Passoscuro. Da luogo rappresentato in film mitici come la Dolce Vita a discarica a cielo aperto dove l’incuria, l’abusivismo, la mancanza di totale rispetto per l’ambiente hanno portato alla completa deflagrazione di un angolo probabilmente spettacolare, di certo non la situazione attuale.

La spiaggia della Dolce vita tutta fogne, plastica e cotton fioc

 

Questo e’ l’articolo che sono andato a ripescare, che pubblico nuovamente:

Se la costa laziale e’ tutta cosi’, possiamo dichiarare tranquillamente che il mare non c’e’ e dove c’e’ e’ letteralmente una discarica.

Non ho mai visto la costa che va da Passoscuro, ridente (!) localita’ di mare, dove le case sono state costruite anche dentro l’acqua, alla faccia del rispetto naturale, fino a Fregene, rinomata localita’ marina a ridosso di fiumicino.

Maps non viene molto in aiuto: poche strade e poche indicazioni.

Prima tappa, PassoScuro: vicoli stretti, sensi unici, e poco mare, anzi, non l’ho proprio visto. Dentro ci giro in prima, che a ogni bivio rischiavo di dover far manovra e non ho nemmeno una macchina grande.

Seconda tappa,  un po’ piu’ giu’, poche centinaia di metri: dalla Foce del Rio Tre Denari a scendere. Una striscia d’asfalto divisa tra parcheggi e stabilimenti balneari.

Microscopici e scarsi passaggi al mare (voglio vedere in inverno come arrivare al mare quando tutti i cancelli sono chiusi).

L’unico spazio libero, proprio alla foce del rio, un desolante tappeto di plastica e rifiuti. Per la cronaca, VuCumpra’ in concentrazioni esplosive, e siamo solo di lunedi’. Non voglio immaginare nei weekend. Eppure, a vederla con occhio poetico la spiaggia prometterebbe molto di piu’.

Non vado oltre, ho la nausea. Ho la nausea per un paese che ha dimenticato se stesso.

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