Categorie
Blog

8 del mattino

Cerco di ritagliare un paio di ore prima di andare a pigiare tasti per il resto della giornata.

Scendo dal treno almeno a tre / quattro fermate prima della meta, e inizio a passeggiare cercando nuove direttrici per arrivare sempre allo stesso posto. Camminare, pensare, scaricare.

La piccola Apsc al seguito sempre pronta.

Alla fine sempre 7/10 chilometri giornalieri.

Arrivo al lavoro con testa leggero e muscoli accaldati ma felici e soprattutto non mi rode il culo.

Categorie
Blog

Eos

Sto vendendo, anzi, ho venduto tutto il parco Canon Eos.

Flash qui a Roma. Un vicino di casa, potrei dire.

La 5DMarkIII, venduta a una simpaticissima fotografa toscana felice come una pasqua quando l’ha ricevuta. Mi ha fatto assai piacere. Sono felice che qualcuno possa continuare a premere quel tasto.

Ok, ora, direte, che c’entra Siracusa. C’entra, c’entra, abbiate pazienza.

Ora è giunto il turno del 50 1.4. Sono stato contattato da un Siciliano doc e quanto ho scoperto che era di Siracusa, mille ricordi si sono accesi nella mia capocchia. Ecco perche’ ho postato foto di Siracusa.

Siracusa, secondo viaggio in quel di Sicilia.

Siracusa la meravigliosa. Ho ancora negli occhi le immagini del suo centro, le splendide sensazioni girando nei paesi vicini, il cuore dei siciliani, il calore della loro anima calda come il sole che li illumina.

Nella vecchia versione del sito, avevo pubblicato molte foto dei viaggi siciliani. Ma il vecchio sito è andato da tempo, quindi ora ripartiamo da zero cominciando proprio da questa città.

E pure il 28 è partito, direzione Pordenone, all’estremo nord.

Ho sparso la famiglia Eos agli estremi dello stivale.

In compenso, tutti amanti ed estimatori di quanto preso. Io avevo smesso da tempo di usare la Canon e famiglia per mila motivi, ora sono felice che qualcuno si prenda cura di tutto e continui a far fruttare dei prodotti eccezionali.

50 mm
Canon Eos 5D Mark III
28 mm

Categorie
Blog

Il lampredotto

Ok, lo avevo detto, promesso e minacciato. Dopo la buca di maggio dove la voglia di sbrodolarmi addentando un sugoso panino al lampredotto era miseramente naufragata, eccoci alla puntata top.

Nota: il panino con il lampredotto è uno dei cibi da strada più famosi a Firenze. Il lampredotto è parente stretto della trippa; in particolare è il quarto stomaco del vitello. Cotto, stracotto, e infilato a trancetti in un panino con salsa verde, pepe e sale. La sua particolarità sono le patacche di sugo sull’abbigliamento. Il pane imbevuto sgocciola ovunque. Se non ti spatacchi non va bene. Ma vuoi mettere le dite zuppe di condimento?

Si riparte.

La caccia è aperta. Quel lampredotto sarà mio: questo e’ stato il pensiero ricorrente da Maggio, quando, arrivato a Firenze, dopo i 130 km da Bologna, ho dovuto rinunciare all’ambito premio: un panino al lampredotto.

Ora, l’allineamento dei pianeti è perfetto: andata e ritorno in giornata con super sconto e prima classe inclusa a bordo di Italo, giornata nuvolosa ma non troppo, giusta per camminare tra i vicoli di firenze, voglia tanta, e nessun impiccio a cui correre appresso. Via. Si parte, pure comodosi.

Chiappa sul regionale fino Roma. Viaggetto di un’ora e mezza fino alla capitale del Granducato, saluto caloroso a un grande amico e poi via col primo. Si, non è stato l’unico, lo ammetto vostro Onore.

La prima tappa è un bugigattolo in mezzo alle mila bancarelle di San Lorenzo. La signora al suo interno attende disperata – come noi – che due giapponesini decidano cosa vogliono dall’universo tutto. Il tempo si allunga, la fame anche. Guardo la signora, la signora guarda me: il gioco è fatto, al volo due panini al lampredotto ordinati con salsa verde. Inizia la giostra. I giapponesini, nel frattempo erano ancora a meditare sul Bosone di Higgins.

panino al lampredotto, baracchino in zona mercato san lorenzo
panino al lampredotto, baracchino in zona mercato san lorenzo
panino al lampredotto, baracchino in zona mercato san lorenzo

Meno di 5 minuti, la solita patacca sulla mia felpa appare bella e sugosa e il panino è finito. Il marchio è posto. Il primo amplesso è andato alla velocità della luce. Prendiamo un caffè e un dolcino da Sieni, gli sta’ di fronte, ci vuole tutto.

Di Sieni, la cosa che più mi ha colpito sono i fogli attaccati un po’ ovunque. Il caro bolletta, quella frase che si traduce in bollette che crescono di dieci volte dall’oggi al domani, costringendo a salti mortali e a scelte impossibili. Non vi racconto del dolcino ingurgitato…. potreste chiamare l’esorcista.

Pasticceria Sieni, costo delle bollette

Certo, mischiare tortino con il panino è roba forte, ma noi siamo panze serie e procediamo di gran lena. La Gab mi ricorda della dieta e io le rispondo che soffro di amnesia.

A san Lorenzo, a tenere su la basilica hanno messo un’interessante installazione. Un omone di cemento che sorregge la parete. Uno spettacolo che merita tutta la nostra attenzione. Se volete approfondire, cercate Mr. Arbitrium. Non è chiaro se tiene su, spinge, sostiene…. a Voi la scelta.

Che facciamo, ne prendiamo un secondo? La domanda si pone insistente. Ma no, abbiamo preso un panino pure abbondante e potrebbe anche bastare, dai, facciamo due passi, andiamo verso piazza della Signoria e poi si vedrà.

Quasi speravo di veder spuntare qualche ramingo proveniente da bologna col sorriso stampato sulla faccia e la polvere a coprire le gambe. Un sussulto. In un istante, tutto il viaggio del cammino degli Dei è tornato in mente.

Firenze è sempre nel mio cuore. Camminare per le sue vie, fortunatamente non troppo affollate, fa rimbalzare i sentimenti. Ho passato a Firenze momenti splendidi.

La piazza brilla come suo solito. Il Nettuno, ripulito, si accende quasi di luce propria tanto è maestoso e grande. Cosimo non invece è sul cavallo. Lo hanno fatto smontare ed è in piena fase di restauro. Non l’ho ripreso, il cavallo mi sembrava nudo, e Cosimo sembrava seduto sul water. Bruttino e irriverente. Insomma, a ciascuno la sua privacy.

Ok, vediamo un po’ di fare un confronto. Un po’ di fame è tornata. Dove stava l’altro baracchino? Ah, si, ecco, qui dietro. Via.

botteghino per la vendita del lampredotto
botteghino per la vendita del lampredotto
panino al lampredotto

Ne prendiamo uno e ce lo dividiamo o andiamo direttamente pesanti? Osteeeee, due, grazie. Ci metta del piccante, si, anche sale e pepe.

Arduo il confronto. Questo sarà meglio? No, il pane è diverso e poi qui ci ha messo il pepe, di la’ non avevamo chiesto nulla, lo senti che è più cotto, il pane è meno imbevuto. Beh, potremmo prenderne un terzo…. Disquisizioni sulle origini dell’universo. Facciamo altri due passi, che è il caso. Alla fine della fiera ho speso più di cibo che di viaggio.

Firenze è Firenze. Le persone, i monumenti, le installazioni, pure i tombini. Una città che fa girare la testa. Io sono profondamente innamorato di questa città, piccola ma stracolma di tanto.

E niente, il tempo è tiranno ed è finito. E’ ora di tornare. Santa Maria Novella ci aspetta. E mentre lo stomaco gorgoglia, pensiamo a quale prossima avventuretta mettere in cantiere tra le mila presenti in questa testa bacata. Da aggiungere all’elenco, il museo Hzero, il museo del trenino, scoperto per caso tornando verso la stazione ferroviaria.

Notte, gente.

Categorie
Blog

Galaxy Express 999

Ho avuto la pessima idea di fare un calcolo.

Ho iniziato a viaggiare in treno a Febbraio del 2000. Dal primo giorno ho acquisito lo status di pendolare.

Prima dalla tratta FL8, 31 km.

Poi dalla tratta FL5, 35 km. Poca roba.

Facciamo due miseri calcoli:

5 giorni a settimana, per 20 giorni al mese per 11 mesi:

Diciamo, facendo una media malsana di 65 km al giorno tra avanti e indietro, abbiamo un totale di 14.300 km l’anno. Media per difetto comprendendo permessi, ferie, assenze, volte con la macchina.

Sono ormai quasi 23 anni che faccio questa storia. 328.900 km.

Per arrivare sulla Luna devo fare ancora 55.500 Km, praticamente una sosta dal gommista e sono a destinazione. Pigliamo un caffé e torniamo a terra.

E non prendiamo in considerazione tutte le volte che ho preso un treno per qualsiasi altra destinazione.