Categorie
Blog Cammini

VDD la traccia GPS

Nel mentre che sto facendo anche il libro fotografico del viaggio, vi regalo la traccia GPS nuda e cruda del viaggio fatto tra Bologna e Firenze.

Non è stata ripulita, è esattamente il percorso che i miei piedi hanno percorso.

Questo file e’ il tracciato registrato dal mio Garmin.

Non è trattato, pulito, modificato. E’ esattamente il percorso fatto con tanto di anda e rianda quando avevo problemi con la traccia originale.

In rete sono disponibili tanti altri tracciati (anche quelli che ho utilizzato io) tutti validi e precisi. Questa e’ solo la mia registrazione.

Categorie
Blog Cammini

Vdd stories: da Bivigliano a Firenze

Ultimo giorno.

Il più bello.

Il più triste.

Partenza col freschino dal piccolo Bivigliano. Siamo subito sotto monte Senario. L’aria della toscana si respira a pieno ritmo e Firenze è già nel mirino. Ci siamo, una settimana è passata e siamo arrivati alla fine di questa meravigliosa settimana.

Eccola la in fondo la nostra meta. Poco in alto a sinistra Fiesole che abbiamo deciso di saltare per evitare il piu’ possibile l’asfalto.

Ci sono dei punti meravigliosi e oggi è la giornata delle foto e dei ricordi. Tra l’altro, qualcuno ha lasciato un posto splendido per farsi le foto con poltroncine per sedersi e ammirare la bellezza assoluta.

Ormai siamo alla frutta, manca solo un ultimo sperone prima di iniziare l’infinita discesa.

Ma, come al solito, la fantasia lavora e l’analisi della cartina continua.

Non ci va di fare l’asfalto fino a Fiesole per cui via alle peregrinazioni.

Giu’ per le cave di Maiano fino a un bar che ci ha saziato e gratificato.

Aggiungo, che durante la discesa, una gentilissima Suora ci ha fornito acqua a volontà, ultima magia prima della fine.

Eccoci…. ancora poco, ci siamo. Si ritorna alla civiltà.

Oddio, quale civiltà, la gente non ti si caga più, il saluto non è più corrisposto, tutti ti guardano come un marziano. Perché siamo tornati.

Santa Croce ci saluta.

Liberazione. Eccoci, in centro a Firenze.

Infine abbiamo compiuto l’impresa…..

Categorie
Blog Cammini

Vdd Stories: dal passo della Futa a San Piero a Sieve

Mi sa che è ora di partire, ci sta un po’ di nebbia, è freschino, ma non troppo. A noi non ci ferma nessuno.

Pure la prode Nikon, con i segni della battaglia fangosa ancora attaccati addosso. E non si levano.

E ripartiamo sempre in salita, ma si parte bene, in compagnia, nel silenzio dei boschi.

Cammina cammina, via col prossimo appuntamento, pardon Menu’, l’Osteria Bruciata.

La storia narra che in questa osteria si mangiava e si beveva tanto fino a che un frate si accorse che qualcosa non andava e denunciò Oste e famiglia alla locale Gendarmeria che constatati i fatti diede fuoco a tutto e uccisi i malfattori. I signorini derubavano e ammazzavano i viandanti e per disfarsi dei corpi li servivano come libagione ai viandanti successivi. Il frate riconobbe parti di tali vittime e fece finire la storia.

Ma qui la storia si fa interessante. Avevamo già incontrato tre simpatiche fanciulle con un accento tipicamente siciliano del Nord… Soprannominate da loro stesse “Le Tre Valtelline”, hanno camminato con noi per il resto del percorso accettando anche la piccola variante aggiuntiva che ci ha evitato tanto asfalto non decisamente gradito già nella tratta di Monzuno.

Ormai si va di gruppo in gruppo. Ci si conosce, ci si riconosce, si parla, nascono amicizie. La forza di cammini come questi è tutto in queste foto. Si parte in due e si arriva a mucchi, tutti assieme.

Ormai si viaggia a ritmo, il percorso è per lo più in discesa; i monti più alti sono ormai alle spalle ci guardano sornioni.

Il bosco ci circonda, ma stiamo per salutarlo. Tra un po’ si cambia.

Davanti a noi, due scelte: o proseguire verso S.Agata e poi sorbirsi l’asfalto o pigliare la variante (più lunga) verso Bosco ai Frati.

Che domande, via verso nuove strade, fuori dai percorsi comuni. E ne è valsa veramente la pena. Usciti dai boschi, Unicorni felici pronti a salutarci. sullo sfondo, il lago di Bilancino a tenerci compagnia. Destinazione Bosco ai Frati. E col senno di poi, mai scelta è stata più azzeccata.

E le Valtelline hanno dato prova di grande capacità camminatoria…. anche se si è presentato qualche intoppo tecnico.

Ma gli intoppi nulla sono contro il cammino.

Primo assaggio, il piccolo cimitero.

Il gioiello più bello si è rivelato poco dopo.

Benvenuti a Bosco ai Frati, una delle chiese più importanti della comunità francescana. Al suo interno l’ultima cena di Edoardo Rossi, meravigliosa opera composta da formelle di terracotta, il Cristo del Donatello che mai ti aspetteresti di trovare così, in mezzo ai boschi e via continuando di opera in opera, di ambiente in ambiente.

E con un potente mal di piedi siamo giunti a Ponte a Sieve.

I timbri sulla credenziale aumentano e lo spazio utile sta quasi per finire.

Un’ultima chicca: vi dice niente? vi ricorda qualcosa?

Ok, ora si può cenare.

Nota: questo piatto era l’antipasto. Il resto è venuto dopo, ma non ve lo dico. Potreste scomunicarmi!

Categorie
Blog Cammini

Vdd Stories: Da Madonna dei Fornelli al Passo della Futa.

Oggi si preannuncia come una giornata importante. Il viaggio di oggi segna uno degli appuntamenti più iconici di tutto il viaggio. Siamo al Terzo Giorno, Stiamo per entrare in Toscana e per toccare con mano alcuni dei simboli di questo Cammino.

Forza, indossiamo lo zaino, riempiano le sacche dell’acqua a via. Si parte, ovviamente subito in salita. Ovvio, no?

Salutiamo la Elisa che ci ha ospitati e rifocillati, salutiamo Madonna dei Fornelli e si pedala, no, si cammina!

E la storia non tarda a fare capolino. Stiamo camminando nella nostra antichità. Il percorso è la Flaminia Romana, lo ricalca in massima parte. Stiamo percorrendo la strada che duemila anni fa percorrevano i Romani. Ho i brividi. Sto vivendo la storia, mi sembra di sentire il rumore delle armi, i passi dei soldati, i cavalli.

A proposito…. Siamo arrivati in Toscana. Squillino di Trombe! Un cippo ci dice che il nostro cammino prosegue ora verso Firenze. Da oggi si viaggia nel Granducato.

Documenti pronti, si passa la frontiera!

Nel frattempo ci si diletta. Non sono stato io, non vi fate venire strane idee.

Si sale, si scende, si risale.

Chi arriva, vivo, alla sommità delle Banditacce deve suonare la campana. Deve far sapere al mondo che non è esploso sulla salita fatta fino a quel momento. Qualcuno magari ha lasciato qualche pezzo di polmone in giro. Se serve, c’è già pronta la pala. Stiamo cercando il luogo adatto per seppellire.

Le Banditacce, Il punto più alto di tutto questo viaggio. Siamo a 1204 metri sul livello del mare. Con la storia sotto i piedi e la bellezza intorno.

Ogni metro è spunto per sgranare gli occhi, dalle piante ai panorami. non ricordo più nemmeno in che ordine ho scattato le foto. So solo che le sensazioni si susseguono, si accavallano. Non vorremmo più andarcene. I pensieri vanno e vengono, rimbalzano. Sono passati solo tre giorni, ma sembra di essere via da una vita.

Ancora qualche passo…

E dopo tanto camminare, eccoci a un altro punto importante, qualcosa su cui meditare seriamente. Qui non è concesso scherzare. Questi luoghi mi toccano nel profondo. Ho visto tanti cimiteri militari. Urlano tutti la stessa cosa: Basta!

Siamo al Passo dell Futa. Davanti a noi c’è il memoriale Germanico dove riposano più di 30000 ragazzi. Una pietra grigia, sui prati migliaia di lapidi con incisi i nomi dei ragazzi che sono morti (anche se sono stati sul lato sbagliato, sempre morti sono, purtroppo) recuperati in giro per l’Italia. Di molti non se ne sanno nemmeno i nomi. Ho visto date di morte di giovani diciottenni che non hanno nemmeno fatto in tempo a mettere il naso fuori di casa. Fa male vedere tutte quelle pietre. Quattro nomi per lastra. Sovrasta tutto una costruzione in arenaria, il simbolo del sacrario con la sua cripta piena di nomi e una finestra che per me rappresenta forse l’unica speranza.

Non so se mi abbia più colpito questa finestra o tutto il sacrario. Un colpo di fulmine, mi ha chiamato e mi ha chiesto di ricordare questo momento più del fiume di lapidi e lacrime che c’è tutto intorno.

Categorie
Blog Cammini

Vdd Stories: da Badolo a Madonna dei Fornelli

Ancora stiamo a rammentare il fango di ieri, che siamo pronti a una delle più belle scoperte di questa settimana.

Oggi tocca a monte Adone, un bellissimo blocco di arenaria che svetta e fa spalancare gli occhi. Pure i polmoni che per arrivarci, tocca fare una di quelle sudate….

Ma partiamo dall’inizio, intanto apriamo gli occhi e questa è la prima cosa che vediamo:

Mica sarò già schiattato? no, manco per niente, siamo tra i boschi a una venticinquina di chilometri da Bologna, al secondo giorno di sudate e così è proprio un bel cominciare.

Primo passo, una buona colazione….

… possiamo partire nuovamente per boschi e montagne. Prossima Tappa in alto.

Facendo incontri interessanti e curiosi

Passiamo alla parte interessante, siamo a Monte Adone, un blocco di arenaria spettacolare. Da solo merita il viaggio.

Monte Adone toglie il fiato, ma il fiato te lo toglie anche il tratto di strada fino a Monzuno, tanto troppo asfalto. Da li fino a un paio di chilometri prima, nemmeno una goccia d’acqua, nemmeno un bar, nemmeno un panino. Ci ha salvati un bar trovato quando il livello di rodimento aveva superato dei livelli incredibili.

La parte interessante riparte dopo Monzuno. Un tratto non particolarmente difficile, ma lungo.

-Alt! chi siete?
-Siamo due che…
-Cosa fate? Cosa portate?
-Niente, roba…
-Sì ma quanti siete?
-Due, siamo io e lui…
-Un fiorino!!
-Si paga?
-Un fiorino!!

Siamo al confine tra il Papato e il Granducato.

Ancora non abbiamo finito di macinare chilometri.

E infine anche questa giornata, dopo chilometri e chilometri, finisce.

Stasera c’è la cena raccontata dalla Elisa.