Countdown

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog

Dovete aspettare. Non ve lo dico. Nemmeno sotto tortura. Nemmeno se mi pagate, oddio, dipende dalla somma (pagamento cash!)

Metropolis

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, pellicola, vintage

La pellicola ha una magia che la rende unica. Si chiama attesa.

Metti il rullo, parti, scatti, torni. E ora? Ora aspetti. La devi sviluppare, intanto. Che poi tu lo faccia presso un laboratorio o a casa non fa differenza: devi attendere! 

Con una digitale avresti fatto presto, scatti, premi un tasto, ecco l’immagine; pochi istanti dopo lo scatto è già pronta per essere consumata.  Non c’è stacco, non c’è distanza. Non c’è ricordo.

Con la pellicola le sensazioni cambiano. Oggi scatti, chissà quando vedrai il risultato. Ho due pellicole ferme di là da qualche giorno, attendo la terza ancora a metà per essere sviluppate e il tempo passa.

La foto si scolla dal soggetto di partenza, prende vita, diventa autonoma, taglia quel cordone tra creazione e visione. Quello che guardi non ha più legame con il soggetto originale ormai perso nel tempo. In un certo senso è come guardare vecchie cartoline della tua città: riconosci i luoghi, ma non li senti tuoi, li senti lontani anche se li conosci benissimo.

Poi, provare pellicole diverse, con una propria personalità cambia ancora di più le sensazioni provate nel momento della visione.

Ho provato questa Metropolis.

Colori metallici, carattere forte. Guardare queste immagini con questa resa cromatica rende spettacolare la visione. Mi sa che me ne devo procurare una mezza camionata, facciamo due. Eppure scatto in bianco e nero, ma questa pellicola mi ha stregato.

Foto scattate in giro, nel mio mondo, stazione, dietro casa, notte, giorno, monumenti, Roma, Viterbo, segni del natale in corso, fabbriche, ci ho messo un po di tutto. 

E devo dire che la cosa mi piace.

Giufà

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, film,libri,arte, fotografia, pensieri

San Lorenzo è un quartiere popolare al centro di Roma. Chiuso tra Tangenziale, ferrovia, Verano e università, sembra, anzi, così mi hanno detto, essere un paese.

In questo paese ci sono tante realtà, una di queste è una Libreria un po’ particolare: è una libreria-caffé. Vai a prenderti un caffè e ti compri un libro, vai a prendere un libro e ci aggiungi un cappuccino e pure il cornetto.

Si chiama Giufà.

Un luogo magico, forse un po’ nascosto, anche se poi non è difficile trovarlo.

Entri, sei circondato. Devi arrenderti, i libri sono ovunque.

Io c’ho pranzato oggi, per la prima volta.

Ho sentito parlare di questa libreria leggendo i quotidiani. Avrei preferito conoscerla in altro modo, ma il destino disegna strani percorsi. nel 2019 la Libreria ha subito due furti, importanti. Ero curioso. Cazzo si può rubare in una libreria? che senso ha?

http://www.romatoday.it/cronaca/ladri-giufa-libreria-caffe-san-lorenzo.html

http://www.romatoday.it/cronaca/libreria-giufa-ladri.html

Con pochi soldi in tasca ho salvato la mia schiena. Avrei volentieri preso un paio di libri, alcuni li inseguo da tempo. Ok, promemoria, qualcosa si farà.

Mezz’ora, non avevo più tempo. Un paio di foto – ho chiesto permesso, non ho rubato nulla – e quattro piacevolissime chiacchiere con uno dei proprietari.

Piacevolissime ma anche tristi.

Perché? Perché, senza neanche rendercene conto, stiamo perdendo la magia. Stiamo sotterrando la lettura.

Roma sta perdendo tante librerie a partire dalle più piccole quelle nate col cuore prima che con il portafoglio.

Tra le notizie che mi sono segnato, addio a I Trapezzisti e al Viaggiatore che sono andate a farsi benedire. Anche un nome decisamente più commerciale sta chiudendo due punti vendita, Feltrinelli. Stiamo perdendo i pezzi, stiamo perdendo la conoscenza. Pochi ci fanno caso, tutti gli altri presi a vedere se il cellulare prende.

I grandi Big online che peraltro non pagano manco le tasse sul territorio dove fanno utili da capogiro, la poca attenzione alla cultura personale, ottusa cecità politica incapace di leggere e correggere quello che avviene lasciando che mondi interi muoiano soffocati dalla polvere.

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/rete_trapezisti_libreria_chiusura_news_monteverde-4900585.html

https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/11/23/news/roma_la_resa_della_libreria_del_viaggiatore-241701432/

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/01/06/news/chiudono_due_librerie_feltrinelli_a_roma_scompare_la_international_ritrovo_di_turisti_e_studenti-245072398/

Una perdita immane.

Puzza Roma

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, in giro, pellicola

E non lo so, ma la prime cose che ci mettono in contatto con quello che abbiamo intorno sono i sensi.

Loro, i sensi, il fondamento del nostro essere e del nostro sentire, o meglio, il fondamento di tutto cio’ che è vivo.

Affinati in migliaia di anni di evoluzione, arrivano dai nostri antichi padri e sono serviti per cercare, cacciare, mangiare, difendersi, sopravvivere, tutto.

La vista, prima di tutto, ma poi l’olfatto, il nostro naso, per dirla breve. il tatto, l’udito. Ognuno ha un suo preciso compito e un suo preciso scopo.

Oggi tocca all’olfatto: a lui il compito di catturare ogni sfumatura anche quelle tra le righe, quelle ormonali, quelle che attivano questo o quell’allarme.

Roma, ormai sollecita’ un po’ tutti i nostri sensi, ma purtroppo non in senso positivo.

Puzza Roma, un titolo strano, ma importante. Passeggiare per i quartieri romani è una condanna a morte per i nostri nasi…. E non solo. Ogni pochi metri, odori di putrefazione a più non posso dai mille cassonetti non svuotati, dalle deiezioni canine e, purtroppo, umane, odori assassini di smog, puzze pazze da far rattrappire ogni ruga. Roma, non solo è diventata invivibile dal punto di vista sociale, ma esalta il suo stato cadaverico semplicemente respirandola.

E il problema non è solo di questa o quella amministrazione. Il problema è in basso, alla base, per poi salire ed espandersi e marcire moltiplicandosi

.E non chiedetemi della soluzioni. Non saprei dire nemmeno da dove deve partire, se dall’alto e calare come una benedizione Urbi et Orbis, o viceversa, se deve salire dalla base, crescere, espandersi e trasformare tutti i livelli con un grande sussulto d’orgoglio in un nuovo divenire.