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James Nachtwey

Da più parti viene definito l’erede di Capa, il mitico Capa. Non mi piacciono i confronti, non mi piacciono i parallellismi. Sono due grandi persone vissute in epoche diverse con tanti punti lontani, tante uguaglianze e tante differenze.

Quasi sul filo del traguardo, sono riuscito a entrare alla mostra dedicata al lavoro di Nachtwey.  Magari una piccola tirata di orecchie agli organizzatori che sono stati costretti a infilare l’immensa mole di lavoro in spazi tutto sommati striminziti, un filo strettini.

E nonostante tutto, un freddo boia da staccare le orecchie, un po’ di fila, diciamo una mezz’oretta me la sono sparata comunque, ma devo dire, che raccolti gli arti congelati, il viaggio e’ valso la candela.

 

E tanto per mettere la ciliegina sulla torta, viva la settimana della moda, dove l’importante e’ mostrare….. che cosa, poi, non e’ dato capire.

E infine, un saluto da Milano. Una gentile donzella, presa un po’ alla sprovvista, si e’ fatta immortalare in una delle piazze piu’ belle d’Italia.