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Altix V

Data immissione: 1956/1957

Dalle grafiche, vedo che la sua presenza sul mercato e’ stata di un anno, quindi, se non ci sono errori, ho in mano un gioiellino del 56.

Di elettrico, neanche l’ombra. Il selettore della sensibilità serve solo come promemoria per ricordarsi la procedura di esposizione. Tradotto, anche una cosa scritta con la vernice sarebbe andata bene.

Piccola e fatta di ferro, funziona, anche se ci ho impiegato un po’ a capire come si carica. I passaggi sono due: prima si posiziona la pellicola girando una manopola, poi si sposta una leva e la macchina scatta. Nel vano pellicola un ingranaggio porta in avanti il contatore (ad azzeramento molto manuale). Siamo abituati troppo a gira una leva, pronto. Con questa, se vai di fretta, devi averne tre o quattro cariche e settate, altrimenti: NONSIPUO’.

Caricamento: Leica style, ovvero, sganciando il fondello e alzando lo sportello con il premi pellicola. Poi, su di un piede solo, voltato dall’altra parte, si mette la coda della pellicola nel rullo vuoto, si infila il tutto e ci si accerta che l’ingranaggio del caricamento sia in corretta posizione. Una vola pronti, chiudere il pressa pellicola, salare, pepare e oliare quanto basta e fissare nuovamente il fondello.

Obbiettivo: Tessar 50/2,8 piccolissimo. Microscopico, direi.

La macchina e’ a ottura centrale, quindi, per i canoni moderni, la velocità di sync dei flash (ovviamente col cavo) e’ a qualsiasi velocità.

Slitta porta accessori, presente, ma senza contatto caldo.

Puntamento, telemetro e messa a fuoco: Punti, a occhio regoli la messa a fuoco, a occhio regoli l’esposizione, a occhio regoli l’occhio, punti guardando in un buchino talmente stretto che la luce ci passa a fatica e se hai manico, fai una buona foto, altrimenti… lacrima.

Ora tocca provarla.

http://www.collection-appareils.fr/Timeline/frise.php?Marque=Eho%20Altissa

http://www.cjs-classic-cameras.co.uk/altix/altix2.html#v