Ogni riferimento…

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… un’immagine.

E’ quello che mi succede con la fotografia.

Non ho un grande archivio, si ferma al 2003, almeno per la parte digitale. Il resto e’ da qualche parte in discarica o perso chissà dove.

In questi giorni, complice il caldo, complice una testa che va ovunque, i riferimenti continuano a fiorire, a intrecciarsi a vagare, e da una mostra a Orbetello sulla ferrovia Transappennica arrivo a toccare il viaggio fatto sulla Faentina,  tanti anni fa, nel 2005. Una tratta ferroviaria non elettrificata, militare, storica, strategica nei tempi che furono. Fantasma di ciò che fu, ha visto morire negli anni diverse stazioni. I tempi cambiano e la ferrovia si adegua. A Brisighella ci arrivi con l’auto. Chi è quel folle, escludete me, che prende un treno sferragliante, puzzolente per raggiungere una perla del genere? Noi abbiamo avuto l’onore di vedere un treno che non ce la faceva ad andare in salita, che faceva rumori tremebondi, che si fermò in mezzo al niente perché la lingua gli era arrivata sotto le ruote e non ce la faceva a fare l’ultimo tratto prima dello scollinamento, con un personale che sembrava uscito da qualche film in bianco e nero.

Ma non è tanto il rumore funesto, o la stessa ferrovia, quanto i ricordi che si accumulano e vengono fuori nei contesti meno pensati. Un periodo delicato, dove già la mia vita scricchiolava. Di lì a poco ci sarebbe stato un crack. Un bel crack. Pazienza si va avanti.

E ora, testimone di altri  crack, cerco di essere la spalla forte per chi vuole contare su di me.

M.