Fuji, dove sei

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Ebbene sì.  La mia meravigliosa Pro2 ha avuto bisogno del medico. dell’idraulico, di un prete, il santo, il carro attrezzi, un politico… insomma, ha avuto problemi. Partiamo dagli inizi, da quando si è fatta la bua. https://966.it/wordpress/posso-imprecare/ Thump! Ga, che è successo? Niente, niente. Il danno lo abbiamo visto nel pomeriggio dove per vedere l’anteprima di una foto ho visto una ragnatela di cocci. Questo l’antefatto. Dopo qualche giorno mi presento al noto negozio autorizzato Fuji per vedere se e quanto fosse costoso, ovvero quanti reni avrei dovuto estirpare per sostituire la parte disintegrata. Conscio del fatto che le ferie erano lì, dietro l’angolo, solo una decina di giorni utili, mollo l’apparecchio mosso da una speranza che se qualcuno aveva mutato l’acqua in vino, magari il mio problema si sarebbe risolto  con quasi uno schiocco di dita. O una bustarella. Piano B. Seeeeeee. Passa qualche giorno, qualche mail, qualche imprecazione, due santi. Laboratorio di Roma: Ci spiace, ma niente, non possiamo ripararla, la mandiamo al nostro laboratorio centrale. Va bene, speriamo sempre nel miracolo anche se ormai i giorni utili  quasi sono  finiti, esauriti. Tutti col costume in mano piuttosto che la mia Fuji sul banco. E passa così agosto. I primi di settembre una mail… Un barlume di speranza: ma anche no. La macchina va a casa madre, Inghilterra. Minchia, sta giramondo. Ci manca che vada anche in Giappone e siamo apposto. Cioe’, voglio dire, io non riesco neanche a uscire dalla stazione termini, questa già in giro per l’Europa. Oggi, dopo due mesi e qualche giorno, la mail rinfrancante: “La sua agognata Fuji e tornata, abbronzata e pronta.  Venga a ritirarla.” Minchia se vengo, anche in ginocchio, anche se viene a diluviare, anche se mi arrestano. Evado. Andiamo a prendere la meraviglia. E venne l’ora. Pimpante come un orango al suo primo appuntamento, mi presento.  Eccola, me la scartano davanti. Il sole, una bella donna, un lingotto d’oro non mi avrebbero fatto lo stesso effetto. Oddio magari la bella donna o il lingotto probabilmente si. La prendo, bella bella, minchia i graffi che c’ha. Certo che le cose io le consumo. Quasi la bacio, metto la SD, penso di leccarla prima di accendera, provo… Beep, funzia funzia, è tornata, avemus Fuji.  Spè, riconfiguriamo un po’ che questi hanno resettato anche la Madonna. C’è qualcosa che non quadra: avvicinando l’occhio al mirino, di solito il display si spegne e nel buco si accende la festa. Niente. Strano, il default a forza di aggiornamenti sarà cambiato. Vediamo tutti i settaggi. Certo che i progettisti Fuji avevano parecchie idee da inserire nei menù. Ammazza quanta roba c’è. Resettiamo nuovamente. Mmmh niente. Scusi, lei, bell’uomooooo (vabbè, così per dire), mi sa che il sensore occhi non va. E via di prove, test, riproverò, reset, genuflessioni, imprecazioni sottovoce, varie, scolare la pasta, niente non va. La Fuji resta in negozio. Majalo l’eye sensor. 

Progetti

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Unicorni
Tanti i progetti in cantiere, qualcuno morirà prima ancora di nascere, altri andranno avanti con modi e tempi da definire. Ormai si vive nell’incognita da pendolare: ogni giorno una novità. E questa settimana ha fatto il pieno. Intanto Test delle nuove ali dell’unicorno, cambiamo veste, Foto in zone a rischio terremoto, ho voglia di contribuire con qualcosa di mio ad Amatrice e dintorni, fino a trovare un posto adatto nel centro italia dove scattare a ricordo di quanto è successo. Collaudo dei propulsori a curvatura ionica, i nuovi motori interdimensionali che sto’ sperimentando da tempo, Altre foto in quel di Prato, Street Photo. L’evento che condivido con uno dei miei Loschi amici. E vuoi che non faccio una capatina in quel di Firenze a trovare il grande tra i grandi? il Paolone Assassino Seriale Matto Come un Cavallo? Chi sono io per non fare cio? Nota: stanze prenotate gia’ da tempo. L’unicorno è pronto. Che altro… Ah, si, a breve Venezia, assolutamente, di settimana, colpo secco, andata e ritorno in giornata: una cosa da vedere assolutamente alla casa dei Tre Oci prima che finisca.  Gia’ il nome, casa dei Tre Oci intriga, Aggiornamento: mi sa che si fa con un 48 ore. C’e’ anche una libreria  da vedere – AcquaAlta – e magari si fa tutto insieme. E ancora, Milano, ho un posto, anzi due che devono assolutamente essere visionati. Uno ha una funziona storica che chi fotografa conosce come conosce la propria macchina fotografia, meglio della propria moglie, dei propri figli e della propria vita…. Giamaica, vi dice nulla? Nel frattempo combatto con notai e comuni. Non è un progetto, ma le madonne ormai si progettano con una stampante 3D tanto ormai sono grandi e fantasiose, Breve intermezzo pubblicitario…. oggi non voglio scrivere di quello che succede, ma voglio appuntarmi quello che accadrà.  E nel frattempo faccio macumbe. Nota: devo riprendere, perché è un pò che non lo faccio, a fare foto agli sconosciuti. Devo aggiornare assolutamente quella pagina, E deve rientrare la Fuji…

E ti ritrovi fermo

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Fantasmi
ti ritrovi fermo, ti ritrovi a pensare a situazioni che non possono essere. Pensi che la’, dietro la vetrata…. Pensi che li’, dietro l’angolo… proprio accanto a quel cancelletto, laggiù in fondo… Nulla, solo fantasmi. Se una cosa la fotografia mi ha insegnato, è che nelle immagini ci sono più fantasmi di quanti se ne possano immaginare.