Disaster recovery

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Procedura di sicurezza. Ref. 4.b.

Recupero da disastri, anatemi, maledizioni e cataclismi, digestione pesante, alito assassino e flautolenze. Per le chiavi, chiamare il fabbro.

A: piano originario. Nessuna azione intrapresa. Al massimo qualche imprecazione.

B: non funziona un cazzo: si applichi il piano b; usare sistema alternativo per giungere a destinazione. Imprecazioni in quantità.

B/BIS: trovare un sistema alternativa per arrivare a destinazione, provvedere con imprecazioni in quantità. Come variate al piano B, provvedere a recuperare una amica o un amico con cui scambiare impressioni sulla situazione in atto. Imprecare in due migliora il risultato.

C: non solo non funziona un cazzo, ma è anche impossibile prevedere una possibile soluzione. Intervenire chiamando l’amico più vicino, farsi invitare a cena e col sorriso attendete che il disastro rientri da se. Fare i vaghi. Incendiare calendari.

D: stesso livello di maledizione per piano C con in aggiunta la mancanza dell’amico disponibile. Sorridere. Soluzione: chiama l’amica e risolvi con Lei. Ovviamente di che sei con l’amico e che vi state impegnando a trovare la soluzione.

E: raccomanda e/o vendi l’anima se è ancora nella tua disponibilità. Prendi il primo volo per una destinazione esotica. Sparisci. Insomma.

L’orario

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L’ora in cui ti alzi dal letto,

l’ora quando esci da casa,

l’ora quando prendi il treno,

l’ora di inizio lavoro,

l’ora di pranzo,

l’ora di uscita dal lavoro,

l’ora di ritorno,

l’ora della cena,

l’ora di andare a dormire.

La vita è un orologio. Quando si ferma, non puoi ricaricarlo, i punti sono finiti. GAME OVER!

Buongiorno

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il mio buongiorno, arriva quando arriva.

A volte, arriva la mattina, altre volte a pranzo, o dopo il caffè. Qualche volta è capace di arrivare anche dopo cena.

Se non arriva, lui non è in me, io non sono in me. Sono fuori di me, anzi, neanche trovo me.

E in mancanza, occupo il corpo di altri senza pagare l’affitto.