Ostia, Idroscalo, parte Seconda

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, in giro, pellicola

Altro giretto, altro rullino.

Sono tornato nuovamente all’Idroscalo. Lo avevo detto che il posto mi intriga.

Come al solito pochissimo tempo da dedicare, ma ho cercato di carpire qualche altro elemento di questo luogo per me magico.

Intanto ho provato a perdermi con la macchina in giro per questa landa sconsacrata. Terrificante, la buca più piccola ricordava da vicino la balena di Pinocchio: Entrare non significa anche poterne uscire. Vivo, soprattutto.

L’avevo notato la scorsa volta: Altarini dedicata alla Madonna un po ovunque.

Ma l’Idroscalo non è solo Tevere, case cadenti e strade sterrate e devastate.

L’idroscalo è ricordato anche per una figura importante e controversa: Pier Paolo Pasolini. Qui, il poeta, regista e non so’ quante altre cose, ha trovato una morte violenta.

A lui è stato dedicato un piccolo parco. Posizionato lungo la strada che va verso l’Idroscalo, tocca tenere un po’ gli occhi aperti, non è che si veda granché.

Sembra chiuso, ma per entrare si sgancia un moschettone. Basta armeggiare un poco.

Come al solito, tutto su pellicola. Tutto rigorosamente Bianco e Nero. Kodak Tri-X 400 e canon A1. Il tutto sviluppato in casa col solito Rodinal. Tra un po’ ci farò anche i gargarismi.

4.00

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, Le notti degli Unicorni

Notte lunga, questa.

Avvocato, caffè? Ehhh??? Facendo capolino dal mio mondo magico. Ma quale avvocato, un latte macchiato, grazie. Non è avvocato? No, molto meno. Ma guadagna come loro? No, magari, parecchio sotto. In compenso gli pago la rata della barca. Seeee, io gli ho pagato tutto, pure i salvagente. Ha detto ‘latte macchiato’, giusto? Si, ci aggiunge pure un cornetto integrale, grazie.

Cercare di dormire, desiderio inutile.

Ripenso al dialogo di ieri mattina nel bar davanti la stazione Trastevere. Dialogo da bar. Dialogo piacevole, a ripensarci, a quest’ora, mi fa sorridere.

Penso a troppe cose. Penso a chi se ne va e a chi si affaccia misterioso. Accarezzo desideri che fanno capolino e combatto altri che si affacciano prepotenti nel momento meno opportuno della giornata tanto da rendermi difficile persino lavorare.

Penso ai mille impicci quotidiani e al fatto che vivo utilizzando l’unico strumento che odio: il cellulare. L’unico modo per restare in contatto col mondo.

Impicci necessari ma inutili se penso a quello che desidero veramente.

Penso. Penso troppo. Folle, scemo. Me lo sento dire spesso. Me li prendo tutti, forse me li merito veramente. Ora come ora sono azzeccatissimi.

Notte lunghissima questa.

Sono quasi le sei.

Dal buio arrivano più volte le domande…. Ma che ore sono? Ma da quanto stai così?

Dalle quattro, rispondo. Ora dormi. Allungo un piede, sento un contatto.

Domani, no, oggi, prevista pioggia. Ottimo. E siamo a giovedì.

Mi andrebbe un piatto di gnocchi.

Pensieri che continuano a bussare e non si fermano.

E andiamo a leggere altre due righe de ‘il giallo Pasolini’. Tanto ho un po’di tempo.