Libertà

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E infine ci siamo. Ricomincia il via vai di amici, si riparte con barbecue spaventosi dove mucche intere finisco allegramente sulla graticola insieme a tocchi di maiale e pecore…. Come dire, saremo pure onnivori, ma un giro di bistecche da far paura ci sta sempre bene. Ai voglia al nutrizionista… l’avevo già avvisato: oggi non ci sarebbero stati santi. Al massimo avrei potuto alternare masticando carbonella.

Gitarella a Torre Flavia, dopo tanti mesi. La gente, rigorosamente distanziata con tanto di mascherina. La scelta era Torre Flavia o San Nicola. Ma San Nicola è ormai abusato. Bello il posto ma a parte il mio bar preferito e anche un discreto piacere degli occhi, non lo trovo così affascinante. Torre Flavia, la grande spiaggia, l’area protetta, le palme, la distanza da tutto ciò che ci dice della nostra civiltà, ha un fascino totalmente diverso.

Torre Flavia, in una bella giornata di sole, resta comunque il simbolo della libertà ritrovata, ancora zoppicante, ma certamente di nuovo nelle nostre mani.

Peccato che non ci si può più avvicinare. Una bella rete messa di recente, vista che l’ultima volta non c’era, sta li a ricordarci che la torre non sta bene, che è malandata e pure pericolosa per chi non la rispetta.

La vita riparte.

E oggi, per festeggiare la bella giornata abbiamo finito di scattare un Ilford FP4 con una macchina che ha la mia stessa età: Canon FT. Età notevole, peso altrettanto. Se tira vento, con un giocattolino di questo tipo in tasca, potete stare al sicuro anche con la bora di Trieste.

Ho impiegato un pò a mettere insieme questi scatti. Tra la reclusione, il lavoro, sicuramente la poca fantasia, insomma, due settimane per fare un rullo da 24 non è da me. Di solito era ordine di un paio di minuti, voglio dire.

Dal Tevere a San Nicola a Torre Flavia, con le ciliege che stanno maturando con i pomodori che stanno crescendo.

Un piccolo progetto nato per caso: vorrei risalire il Tevere dalla foce alla Magliana. Non credo sia uno spettacolo memorabile ma sarei curioso di vedere cosa ci sta. Ricominciamo a progettare che è ora.

E parliamo un po’ del giocattolo: massiccia, semplice e rapida da usare. Scordatevi l’esposimetro, o meglio, lui funziona, ma si viaggia meglio a occhio. Come alle altre canon storiche ho sistemato la spugnetta batti specchio. La sua, quella originale, mi si è sfragolata in mano e ci sta’: con 54 anni di onorato servizio, ci sta alla grande. E’ quasi normale che questa micro spugnetta si sbricioli dopo anni di onorato servizio. La si sostituisce facilmente con quelle spugnette che vanno sotto le finestre per evitare gli spifferi. Basta una taglierina, un righelli e un po’ di pazienza.

E per ultimo, e’ bello sviluppare una pellicola, ma per la prima volta l’ho fatto con un amico. in venti minuti abbiamo messo ad asciugare il negativo che devo dire è venuto anche piuttosto bene. Ho visto una faccia interessata.

Il mare, mi mancava anche se non è esattamente quello il punto. Mi mancava Torre Flavia. Certo c’è sempre chi con una frase riesce a far venire le crepe, ma ormai non ascolto se non i miei pensieri. L’aria di libertà, questa cercavo. Ma devo aggiungere anche altre cose, una per una me le riprenderò tutte, soprattutto una che è come l’aria che respiro. Ti avviso: come sistemo gli impicci che mi inseguono sarai di nuovo intorno a me.