Blogin giroLe notti degli Unicorniminchiatepensieri

Approfondimenti

L’unicorno passeggiava. L’unicorno desidera sempre passeggiare, vorrebbe consumare gli zoccoli. Gradisce le camminate di caccia. Una giornata di cacca, come tante altre. Infinite altre, ha quasi finito la carta igienica. Giramenti gravitazionali tali da spostare Marte al posto di Plutone e viceversa. Pure le nuvole sono disposte a testicolo di cervo, tanto l’umore è di quello giusto. La sua amante tra le mani, calda, bagnata, no asciutta che altrimenti che non funziona, carica, gli ormoni a mille, pronta a ghermire. Altro che idraulici. Servono ingegneri esperti in dighe e calli. <Promemoria>: devo portare l’amante sempre con me, anche in altri contesti, ma poi sono talmente preso che non me lo ricordo mai! </promemoria> L’occhio che si guarda attorno… e…. STOOOOP! In mezzo a tanto niente, a balle di niente, a containers di niente pneumatico, una scritta. Una luce nell’oscurità universale che mi ricorda di dover pagare la bolletta. Un fondo poetico di rara musicalità, base per importanti approfondimenti, dalla storia alle metriche alle filosofie esistenziali. <modalità unicorno scemo on> Ma quanto scopi? domanda forte, domanda importante, ma che può significare? Con quanta intensità? In quanti? Quante volte? All’ora, al giorno o alla settimana? Facciamo una classifica o è meglio un grafico? Un grafico a torta? con panna? crema o frutta? Niente banane, grazie. Due righe e già i punti interrogativi si accumulano più che in una festa paesana a base di alcool. Oppure, proseguiamo l’analisi: sono due giorni che ti cerco, ma sei talmente impegnata nella sacra arte della trombazio che non dai retta al citofono che ha già deciso di morire dopo l’ultimo milliampere consumato per cercare di farsi sentire vibrando, suonando, ansimando…. no, quello no, mai sentito un citofono ansimare, a meno che non fosse in collegamento nel momento sbagliato. Una domanda appresso all’altra condensata con un pennarello in poche lettere scritte su di un muro. Quanta poesia! E poi? Quel ‘#DUE’ Che significa? Con due insieme, due alla volta, due volte a passaggio, che significa? Può anche significare che è il secondo tentativo di contattarti e per la seconda volta il citofono è rimasto muto fino a che il gentilissimo computer della centrale telefonica, stanco di veder passare bit senza risposta, ha preso la questione in mano (che poi a ben vedere, potrebbe essere stato lui a scrivere quel messaggio, a forza di prendere questioni in mano) e ha replicato al chiamante: LA FAI FINITA? STA TROMBANDO! VUOI CHE TE LO SCRIVA A LETTERE CUBITALI CON UN CACCIAVITE SUL COFANO DELLA MACCHINA? <modo unicorno scemo off> Ok. Le feste natalizie non mi fanno bene. Ma non è una novità. vado a chiedere agli oracoli qualche altro significato, nel frattempo, augh, approfitto per riempire le ciotole dei tre nani squali che già mi guardano di traverso, avendo superato di un paio di minuti l’ora X.

Un pensiero su “Approfondimenti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.