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2.30 E’ qui la festa?

Pensavo a come giocare con quel perizoma. Nella mia testa marcia si era formato quel racconto e ogni dieci minuti si aggiungevano dei particolari. Un perizoma azzurro, piccolissimo, l’unico che in questa notte ha il diritto di accarezzare quelle curve fantastiche. Quel libro mi sta segando la testa. Patrizia, scrivi proprio come piace a me. Fare un corso di scrittura creativa mi sta solleticando i neuroni.

In mezzo,  pensieri circa il mappale che l’architetto non mi ha ancora mandato e di cui ho necessità entro poche ore.

Notte fonda, io, me stesso e l’unicorno. Riunione. La signora dorme profondamente, ha il respiro regolare di cui è lontano da questo mondo. Gli angeli dormono tutti. Restano solo i demoni con i loro forconi.

Paolo ha visto la madre andar via ieri per sempre. Un pensiero angosciante, ma la morte viene, non ti avvisa e tu, puff, sei cibo per i vermi. Ne soffro, o forse, in parte ne sono lieto per la fine delle sofferenze sue, di quella donna e di tutti i familiari. Molti non capiranno, ma la morte è forse l’amica più grande che abbiamo. Stronza quanto vuoi, ma quando ci mette mano, risolve.

Strano, mi pare sentire il battere di ali di un drago. Forse è solo nella mia immaginazione. Magari no.

Quando la sera crollo, la probabilità che parte della notte sia passata a calcolare la rotta dei satelliti in orbita geostazionaria è altissima. Io ci provo, ma in testa arriva di tutto, anche il 14, ma di dormire proprio non se ne parla.

Continuo a giocare con questo telefono, che mi brucia gli occhi ma in cui rivesrso tutti i miei pensieri e lui li fagocita senza mai essere sazio. Sento quasi il rumore di denti che masticano. Piuttosto, mi andrebbe una ciriola con qualcosa di sfizioso dentro accompagnata da un Peroncino gelato al punto giusto..

Con le dita seguo le forme di quel perizoma.

Vedo Sun Bak che si sta allenando sul tetto di un palazzo a Seul e in testa corrono note di quella colonna sonora.

Cazzo, il mappale. Sono le 3.14, io mando un messaggio all’architrave. Sì, ho scritto esattamente quello che pensavo, non mi sono sbagliato. Architrave.

Ora ci riprovo, non garantisco, il tempo scorre. Quel perizoma è sempre la, desideroso di farsi sfilare. Cerca di nascondersi tra le pieghe di un sedere perfetto.

Certo che a ben pensarci, unire un perizoma a un mappale conferma pesantemente quanti pochi neuroni mi restano.

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