dopo una giornata di Cetrioli

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qualcosa di buono deve pure esserci.

Ora di pranzo, secondo il mio fuso orario, che raramente coincide con quello dell’italico popolo.

Esco dall’ufficio, mattinata difficile.

Trovo una piccola alimentari. L’avevo già vista, ma non l’avevo ancora assaggiata.

Hai presente quelle piccole alimentari, una sola persona al banco, il sorriso.

Davanti il locale una persona che serena si gusta il suo panino e relativo Peroncino.

Io devo ancora capire cosa mangiare, se qualcosa di normale o un essere umano.

Guardo il tipo, guardo la birra, intanto passo.

Faccio, diciamo, 5 passi, mi volto, torno indietro, guardo il tipo e formulo: Colpa tua, hai risolto il mio dilemma per pranzo.

Entro, sento parlare una lingua straniera, molto familiare.

Aspetto che il cliente davanti a me esca.

Mi fa, nella lingua antica: A te che ti posso dare?

Mmmhhh, facciamo un panino, mortadella e cipolle gratinate.

Perdonami, il tuo idioma mi è particolarmente familiare. Chi sei, da dove vieni, pronunciati!

Sono di Firenze, la risposta.

E che ci fa un Fiorentino al Pigneto.

Oddio, me lo domandano tutti, qualche volta anche io.

Apposto, ritiro la domanda, e insieme al panino ci prendo un Peroncino.

Te lo incarto.

No, che a malapena arriva alla porta.

Esco.

Il tipo di prima è ancora seduto. Lo avvicina una ragazza, splendida, di colore.

Ok, la giornata volge al meglio, facciamo due sorsi che il tempo stringe.

Salvi, non lo so!

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Sono passati trent’anni.

Oggi tutti a commemorare, festeggiare, portare fiori, parole, parole, parole.

Ma in fondo, che ha significato il muro, la sua costruzione, un sacco di morti e infine la caduta?

Nulla di più che giochi di potere giocati sulla pelle della gente. Ai voglia le ideologie, semplicemente: tu da qui non ti muovi o muori. Il muro ha significato la prigione per quelli che stavano intorno, che guardavano la città scintillante e intanto morivano di fame.

Eppure nessuno me lo toglie dalla testa: I giochi di pochi hanno portato spesso l’umanità a livelli di tensione tale che finire disintegrati nel burrone con un sonoro Bye Bye Uomo.

A noi raccontano le favolette e ce le condiscono così bene che non abbiamo che da crederci.

Intanto i giochi continuano su quella grande scacchiera fatta di pelle umana sui cui quattro scemi scelgono il futuro dell’umanità e tengono calda la poltrona del potere!

Se una volta il potere era fissato dall’ideologia, almeno così ce l’hanno insegnata, oggi il denaro sceglie come ci dobbiamo muovere…

Ma non cambia nulla, la carta igienica ha sempre lo stesso colore e odore!