Roma Sprofonda

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Mi viene il dubbio che qualcuno stia costruendo un Oltreverso proprio sotto il suolo di Roma.

Una buca tira l’altra, meglio delle caramelle.

E se tieni il naso all’insù,  rischi di scatafasciarti giù.

E nel frattempo, pure i poliziotti cercano di metterci una toppa.

Anzi, mi sà che qualcuno ci si è fatto male, visto che accanto c’era pure un’ambulanza.

Con la digitale non succede

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E doveva accadere prima o poi. Mica vorrete che tutte le ciambelle vengano col buco, oppure vengono avvolte bene, tanto per rimanere in tema?

Piglio la Canon, aggiungo anche una Ilford BN e procedo come al solito: apri coperchio, metti pellicola, aggancia pellicola, chiudi coperchio, un paio di scatti, pronta all’uso. Ripeto: apri coperchio, metti pellicola, aggancia pellicola, chiudi coperchio, un paio di scatti, pronta all’uso

Si parte… scatto 1, scatto 2, scatto 3… scatto 36, scatto 37, scatto 38, scatto 38, scatto 38? Ma quanta pellicola cè in questo rullo?

Va, forse mi sono sbagliato, scatto e mentre carico controllo che il pomello della pellicola giri; effettivamente il pomello gira anche se non molto. Strana sta cosa. Sospetta, oserei dire.

Vabbè, riproviamo, altro click e vediamo che succede, sempre più strano. Il pomello fa neanche mezzo giro, e poi resta morbido.

Proviamo a riavvolgere, naaaa, la pellicola pero’ va in tensione. Eppure qualcosa non torna.

Scatto 38, click, Scatto 38….

E no, qui, decisamente non va bene. O la và o la spacca. Apriamo sto coperchio e speriamo di non perdere tutti gli scatti.

Ma porc, porc, porc…. la pellicola non si era agganciata…. ho scattato quaranta volte a vuoto, dico, ho scattato tutte le immagini a vuoto…. ma posso essere più pirla?

 

S.Prassede, la basilica Cenerentola

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Accanto a S.Maria Maggiore, in un vicoletto anonimo che ne prende il nome, dove solo l’occhio attento del curioso vede la segnaletica e dove l’ingresso laterale dello splendido gioiello timidamente fa capolino, un filo anonimo, ma promessa di meraviglia.

S.Maria Maggiore, Turisti senza fine, venti metri più avanti, un mare di silenzio, un posto meraviglioso per ritrovare il proprio spirito.

E torniamo un momento al digitale, ma non fateci l’abitudine.