Giorno Venti

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Come stiamo messi? la bilancia piange?

Fermi immobili, chi lavora, chi no, tutti con una stessa domanda nella testa: ma questa storia, quando finisce?

Tarlo fisso, mal coperto dalla musica, dai film di guerra, dalle telefonate dei clienti.

Oggi niente foto, sto ripassando un po’ di linguaggi di programmazione e visto che mi sto impegnando a fare finta di lavorare, sperando che poi lo stipendio arrivi, ho lasciato in bellavista la CanonA1, unica macchina carica in questa macchina.

Effettivamente, ma credo sia normale, poche novità rilevanti. Aumentano i contatti, ecco, questo sicuro. Ogni giorno si chiacchiera, ci si sente, di più, vuoi forse perché di spazio vuoto da riempire ce ne sta’ tantissimo, vuoi perché questo isolamento sta portando tutti a riprendere quelle connessioni che la vita normale aveva allentato.

A parte il vicino che continua a cuocere bistecche alla brace come se non ci fosse un domani, la zona è sempre tranquilla, silenziosa; sembra che tutti facciano le loro cose silenziosamente per non disturbare la quiete generale.

Forse è il caso che faccio fare un po’ di giri di motore alla macchina di servizio qui di fuori. E’ spenta da quasi tre settimane e visto che è da considerarsi ‘la macchina della puttana’ non è che tecnicamente sia proprio perfetta. Domani vediamo come si mette. Al massimo esplode.