Caos

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Non immaginavo proprio che una foto scatenasse tanto interesse.

Una foto non cercata, solo pura rappresentazione della triste realtà di Roma in fatto di pubblico trasporto.

Venerdì sera, uscito dall’ufficio, ho ripreso un’immagine dell’ennesimo bus fermo guasto al bordo della strada.

Gia avevo dovuto prendere una Car2Go perché i tram non passavano per poi scoprire, che la linea era interrotta per l’ennesimo mezzo guasto che mi sono visto passare davanti trainato verso il deposito.

Nulla di più classico per un carrozzone che si trascina da anni, dove l’incapacità di tante amministrazioni, di tanti management hanno ridotto quello che si dovrebbe definire trasporto pubblico a una cloaca mal funzionante ingoia soldi.

Non ci si può lamentare solo dell’ultima amministrazione pubblica che tra le mani ora deve gestire il cadavere puzzolente lasciato dai precedessori della famoso poltrona, ma forse si dovrebbe scavare più a fondo e osservare come negli anni questa società e’ stata portata sempre più a fondo tanto da dover scavare per scendere ancora più giù.

Ma si sa, la memoria è corta e labile.

E poi, i romani adorano scherzare, adorano prendere in giro qualsiasi cosa che non funzioni e dalla mera rappresentazione della povertà politica si passa alla satira e alla battuta sagace dove gli ormai rassegnati – ma anche no – cittadini trovano lo spunto per una battuta al posto di arrabbiarsi, o meglio, incazzarsi (termine decisamente più adatto) fino a far scoppiare una rivoluzione.

E forse, la fortuna della nostra classe politica, vecchia e attuale, è che all’italiano non frega più nulla se le cose funzionano o meno, l’importante e che non crolli Facebook o il proprio social preferito; per il resto, i ristoranti sono sempre pieni, come diceva, tanto per cambiare un noto politico che nonostante scandali, processi e condanne e’ ancora tra di noi a dettare legge.

Il post che avevo messo su twitter con l’ennesima battuta : https://twitter.com/maurosulmuro/status/990320476282073088?s=19

Bus fermo a p.le Prenestino (RM)

Il problema sono le batterie

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Batteria x Minolta x700. 2x.

Macchine diverse, di epoche diverse, di eta’ diverse.

Su quattro macchine, tre tipi di batterie.

Dalle piu’ semplici alle batterie al Litio, alle LR 44, insomma c’e’ da sbizzarrirsi.

E per fortuna che i precedenti proprietari sono stati attenti con le perdite di acido. Tranne in un una dove c’e’ qualche macchiolina, le altre sono perfette. Per fortuna.

Ottiche Canon prima di EF

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Attacco FL, quello di destra:

anni 60/inizi 70, possiede solo l’accoppiamento per la chiusura del diaframma. La lettura esposimetrica puo’ essere effettuata solo in stop-down

Attacco FD, ottica a sinistra:

piu’ evoluta del precedente, parte dal 71. Ha un secondo collegamento meccanico che informa la macchina sul diaframma utilizzato. In questo modo e’ possibile evitare la lettura col diaframma chiuso.

I due sistemi sono in parte compatibili, o meglio, ottiche FL, anche se con la perdita della lettura esposimetrica a tutta apertura, possono essere montate su attacco FD.

E ben si vedono le differenze costruttive e la crescente complessita dei meccanismi di accoppiamento.

P.es., oggio non lo sapevo. penso che le prime 10 foto scattate con la A1 + ottica 50FL siano una piu’ bruciata dell’altra.

Vedremo.