Ciao Marie.

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Grazie per avermi fatto volare sulle note dei tuo brani.

Grazie per avermi accompagnato in quel periodo un po’ oscuro dove la mia vita assumeva contorni strani.

Grazie per i ritmi che mi circondavano quando vagavo tra Roma e il Gran Sasso e le marche. Vagavo, si, senza una meta, senza qualcosa di definito, intanto che il mondo intorno a me accelerava.

Grazie, per avermi tenuto per mano quando passavo le nottate a Rocca Calascio, seduto su di una pietra, guardando prima il tramonto, poi le stelle e come compagnia, una mela, le sigarette, la scorta di birra le la tua musica.

Grazie per quando partivo per qualche avventura in solitaria, senza dire a nessuno dove andavo, macinavo 5000 km e tornavo come se fossi andato a fare la spesa al supermercato sotto casa e se qualcuno mi chiedeva dove fossi andato, rispondevo… mah, ho fatto un giretto, tutta la costa nord della Francia.

Grazie per quando uscivo in bici e perdevo l’anima in giro per boschi e montagne, scoprendo nuovi luoghi e nuovi aspetti di me stesso che poco conoscevo e poco sapevo e tu mi tenevi compagnia dandomi il ritmo e il suono della tua voce.

Buon viaggio, Marie.