S.Prassede, la basilica Cenerentola

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Accanto a S.Maria Maggiore, in un vicoletto anonimo che ne prende il nome, dove solo l’occhio attento del curioso vede la segnaletica e dove l’ingresso laterale dello splendido gioiello timidamente fa capolino, un filo anonimo, ma promessa di meraviglia.

S.Maria Maggiore, Turisti senza fine, venti metri più avanti, un mare di silenzio, un posto meraviglioso per ritrovare il proprio spirito.

E torniamo un momento al digitale, ma non fateci l’abitudine.

Una famiglia che cresce

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La famiglia decisamente cresce.

3 Canon di epoca diverse, due Minolta x700, insomma, abbiamo ferro a sufficienza da lanciare appresso alle persone. E ancora non ho finito.

Un amico continua a chiamarle pezzi di ruggine, poi pero’ si raccomanda di cercargli su Ebay ottiche m42 di un certo tipo. Ma come, non erano pezzi di ruggine vintage? Vero, Robe’?

Senza contare, poi, accessori a non finire, winder, obbiettivi, tele obbiettivi, flash, filtri e quant’altro. E’ solo finito lo spazio dove mettere tutta sta roba.

Il bello, e’ quando esco con una delle sorelline, ho sempre l’imbarazzo della scelta, non so’ mai quale portare. Non vorrei che le altre mi si ingelosiscano.

E il piacere del click ignorante, del passaggio a livello che cala di colpo, rispetto al flemmatico click, quasi afono delle macchine attuali. Qui, quando lo specchio cala, viene in mente la ghigliottina della rivoluzione: non ce n’è per nessuno.

E poi pellicole che vanno e che vengono.

E nel frattempo….

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Qualcuno deve tenere in ordine.

 

 

 

Uno dei problemi dei tempi che furono era sicuramente l’archiviazione dei negativi.

Ne avevamo a migliaia, chiusi nelle stesse buste che ci avevano dato dal fotografo, senza una data, senza un appunto, insieme alle foto del pranzo di natale, mischiate con quelle della nonna morta vent’anni fa.

Dopo qualche anno non sapevi più dove avevi messo la foto della cugina nuda che ballava sul tavolo e aprivi scatole, guardavi nei cassetti del salone.

Poi, magicamente ti arrivava il nipotino con una cosa in mano sporca di marmellata. Nooooo, era proprio il negativo che cercavo.

Non che adesso le cose siano cambiate, anzi.

Abbiamo mille programmi, abbiamo Adobe che pensa a noi, ma la differenza tra un archivio ordinato e uno zoo e’ il tipo che sta tra la tastiera e il video.

E cosi’, anzi forse nella convinzione che l’informatica sia qui per aiutarci, continuiamo a perdere le foto della cugina.