Alessandra

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Ok, ci siamo riusciti. Quello che dicevo tempo addietro, ovvero la difficoltà di fermare una persona, presentarsi, chiederle se gli si può scattare una foto, questa volta è stata decisamente messa da parte.

Lei, una splendida e sorridente ragazza vista in un ristorante di zona.

Io, il solito rozzo sistemista, senza neanche la digitale appresso, solo la Minolta con su caricata una pellicola in bianco e nero.

C’ho dovuto pensare parecchio, ho dovuto scavare e cercare in tutti i cassetti per trovare modo e maniera di superare il metro di distanza che ci divideva.

E l’ho ammesso. Ho ammesso a Lei la mia difficoltà, ormai più leggera, nel trovare la chiave giusta per parlare a una sconosciuta e chiederle di poter scattare un’immagine.

Sono nel contempo felice e onorato. Felice di aver superato un altro passaggio, onorato di aver trovato in Alessandra, un soggetto splendido da riprendere.

Ora parliamo dell’immagine: scattata con una Ilford 400 e la fida Minolta, ora dobbiamo attendere lo sviluppo, digitalizzazione sperando che sia venuta bene. Me lo auguro proprio. Confido!

Intanto abbiamo piazzato il PlaceHolder.

 

 

Le signorine.

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Lei, Giovincella classe 56, oliata e ripulita. Splende di luce propria.

L’altra, Kodak scaduta nel 2006, tenuta bene, curata meglio e si vede.

L’amore si vede da lontano, e le due insieme hanno dato il meglio.

Ritirata pellicola ieri, e fortuna che non se la sono persa, ho iniziato a godermi i risultati.

La signorina Altix è entrata in servizio.

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Gitarella a Tolfa. Ho voglia di provare la Altix.

Peschiamo nel mucchio e tiriamo fuori una delle pellicole scadute fornite da Martina. Grazie Martina.

Non avevo mai caricato una macchina fotografica passando per il fondello. Pensavo si trattasse  di una cosa più complessa, invece, senza mai aver sperimentato prima, apri la macchina, eviti di tirare i pezzi alle persone intorno, tiri fuori il nottolino, prendi la pellicola, agganci al nottolino, metti tutto dentro, ti accerti che sia in posizione, metti un po’ in tensione, chiudi tutto, carichi e via…. macchina pronta.

Vabbé, qualcosa di tecnologico tocca usarlo: l’esposimetro. La Altix non sa neanche cosa sia l’esposimetro. Tanto meno conosce la messa a fuoco automatica. Ma poi in realtà, si va veloce: calcoli la distanza, imposti messa a fuoco e diaframma. carichi la pellicola, aspetti il click, carichi l’otturatore, punti e infine, nel frattempo sono passate due ore circa, scatti… a un’altra cosa che la precedente se ne è andata.

No scherzo, dopo le prime incertezze, si va quasi in automatico. La macchina reagisce pronta, quasi meglio della fuji. Non esiste lo stand-by, esiste il : ricordati di mettere a fuoco.