The Day of Altix, il secondo

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, in giro, vintage

Tiriamo fuori dalla naftalina la Altix. L’ultima volta era a Tolfa, oggi a Roma.

Qualche giorno ho montato una pellicola, 200 asa, kodak. Per caricarla, come al solito tocca procedere con calma. Ma è proprio il mondo tecnologico di quell’epoca che richiedeva tempi ben calcolati. Niente atomi che corrono, ma solo manopole che girano, con calma, per essere precisi.

Ho scoperto che si, la macchina ha l’attacco a baionetta, ma la baionetta e’ attaccata al corpo macchina con una vita, di certo non una 39… pero’ mi ha aiutato a riposizionare l’obbiettivo in base alle sue serigrafie. Prima era tutti di traverso e mi disturbava la peristaltica. Disordinato clinico, ma per il resto, senza simmetrie, muoro!

Macchina piacevole. Se alla prima uscita sono rimasto soddisfatto, alla secondo, ho gradito ancor di più il fatto che è decisamente un pezzo di ferro piccolo, compatto e facile da usare. Mi sa che mi procuro anche un’altra ottica.Certo, niente esposizione automatizzata, niente elettricità sotto nessuna forma. Porto con me un piccolo esposimetro tanto per capire se le mie valutazioni ci azzeccano o meno. Ma è troppo magnetico il gira manopola di carica fino al click, metti a fuoco, regola esposimetro, regola tempi, tira leva, scatta. Voglio vedere chi dice: la street si fa con iso automatici, tempi alti e tutto automatico…. vaff.   

Il barbiere

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, in giro, minchiate, pensieri

Buongiorno. Posso?

Benvenuto. Prego, entri.

Poso le catene, la palla di ferro, le due spade.

Come le posso essere utile?

Capelli, grazie. Una bella sistemata. Dico togliendomi l’elmo con un rumore sinistro di ruggine e poca manutenzione.

Ma sono già corti! Una faccia stupita mi osserva.

Mah, vorrei una sistemata.

Poi, questo è un più un vezzo; sono anni che non entro dentro un negozio di barbiere.

Oggi non, non so, è scattata la molla giusta. Ho deciso di fare quello che ho fatto l’ultima volta, non meno di venticinque anni fa, sempre che la memoria e il calendario non mi tradiscano. Ho una battaglia che mi aspetta, ma voglio dedicare del tempo alla mia testa. Magari oggi è la volta buona che la perdo.

Tornando al discorso, mi dia una sistemata allo scalpo che poi vado in battaglia. Mai presentarsi in disordine.

E cerchiamo di non fare tardi che oggi si vedranno parecchi picche infilzare il nemico.

Vado di macchinetta, allora. Così!

Un telo intorno al collo, una macchinetta che taglia, un pettine che segue e corregge. La mano del barbiere che danza sulla testa, sembra vivere di vita propria. Sa dove andare, come muoversi. Tutto su quel piccolo palco.

Un cavaliere deve di tanto in tanto scendere dal proprio destriero e dedicare del tempo a se stesso.

La vita dedicata alla guerra, a combattere il nemico, a proteggere il proprio castello.

Ma quella mezzora dedicata alla propria cura diventano un altare su cui poggiare la propria anima.

Sono sensazioni da provare. Si rallenta, si torna un attimo a calcolare il tempo elasticamente, senza fretta, lasciando che ogni passaggio si sedimenti nello spirito. Niente corse, niente minuti contati, ma il tempo che serve.

Venti minuti, mezz’ora, finito. Un’altra passata di pettine, il pennello che toglie qualche capello intorno al collo, il telo che se ne va, il sipario viene calato.

Il tempo di pagare e di indossare nuovamente corazza e armi. Torniamo alla vita reale. Che mi da’ una mano? allacciare questo scudo è sempre complicato. Pesa, è scomodo. Esco. Ah, no, rientro, ho dimenticato una delle spade. Grave.

Grazie, ci vediamo la prossima volta.

La Nuvola

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, in giro

La Nuvola di Fuksas – Eur

Amata, osteggiata, costosa, esagerata, nuvolosa, acciaiosa. 

Si può dire di tutto. Ma questo blocco di acciaio e vetro in pieno Eur colpisce l’occhio e l’anima.

Salire le scale spiazza nelle dimensioni e nelle sensazioni degli spazi.

Soffermarsi a guardare i giochi delle strutture interne, in qualche caso, a me lo ha fatto, crea qualche problema alla vista e all’equilibrio. Ci si trova a librarsi all’interno di una nuvola fatta di luce, vetro e metallo che lascia il segno.

Esternamente grande, immensa, devo dire Bella negli spazi e nelle dimensioni.

Ovviamente, il clicchete clicchete era d’obbligo.