01:00 AM non passo nemmeno dal via

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Dormire? Chi, io? Perché?

Dopo aver consumato gli occhi a guardare serie TV e non avere uno straccio di voglia di chiudere gli occhi, con un cervello che non si ferma ma che brucia ogni attimo in giri inutili, perché dormire.

Fino a che regge, scrivo; fino a che regge, penso, tanto non ci sono alternative.

Da fuori arrivano rumori sordi, tira vento. Sicuramente qualche persiana che sbatte. Ma non ce ne frega molto di mettere il naso di fuori, abbiamo altro da sbertucciare. Se non sbaglio piove pure, ma non cambia il discorso, non vado di certo a controllare.

In totale, col senno di poi e le statistiche del braccialetto, ho dormito 3 ore e poco più. Non male, ho fatto di peggio.

Ma non varia il fatto che sono teso, che i neuroni girano intorno urlando ciechi.

La casa, il serramentista pirla, l’elettricista a cui bisogna spiegare il verso della lampadina, il lavoro che si incasina ogni giorno di più, i mille impegni, il poco tempo, i draghi, gli unicorni; alla fine della fiera non si dorme.

2.33 AM

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E rieccoci. Noi siamo sempre qua.

La notte diventa luogo di pensieri più o meno digeribili. Testa frullatore che fa un rumore d’inferno.

Il sonno, nonostante il crollo da vecchietto, se ne è andato da un po’. Ormai si è schiantato anche lui a forza di tentare di darmi retta. Eppure ieri sera, la spina si è staccata presto. Non mi reggevo in piedi.

In un mondo che si ferma, io continuo a girare come una trottola.

Pensieri, si, tanti: una casa a cui non si riesce a mettere la parola fine, un lavoro che si incasina ogni giorno di più, a una testa marcia che non sa più nemmeno da che parte girarsi, una vita che riflette quanto sia stanco, un continuo vivere a cavallo di una rotaia.

Che fine ha fatto la serenità dei tempi passati quando bastavano due risate per vivere bene?

Ieri è stata l’ennesima giornata di caos spezzato, grazie, da uno splendido istante di sole, per oggi prevedo sangue e polvere.

E io intanto continuo a sbattere la testa contro un muro. E non è la testa che cede.

4.45 AM 

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Ci risiamo.

Stomaco sottosopra, mente sottosopra, di nuovo a sragionare sui mali dell’universo.

Un silenzio che ingombra. Nessun rumore. Il mondo si è fermato. Forse. O forse mi ci fa credere. Mi racconta di serenità mentendo spudoratamente. È tutto caos, solo e indiscutibilmente caos.

Ci sono solo i miei pensieri a fare casino. Al confronto una discoteca potrebbe sembrare la sala di lettura di una biblioteca.

E pure stanotte non si dorme.

È già più di un’ora che mi rivolto. Diciamo pure due.

Cazzo, ma ci sono ancora le zanzare a Ladispoli? Possibile? Sento uno zzzzzz. No. Non è possibile. Sta cazzo di città dove ci sono più succhiasangue che motivi per viverci.

Incubi danno corpo a questa sensazione di vuoto che avanza. Il nulla che distrugge il regno di Fantàsia. Pensa te, cosa mi torna in mente. Non stiamo bene, eh? 

Un colpo di ali possenti, in lontananza. Sorrido. 

Comincio bene questo 2019.