Scusi lei

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, Le notti degli Unicorni, pensieri
Scusi lei? Si? Dice a me? Si! Dico a lei. Ma  che si va in giro così?  Non si è accorto che si vedono le ali? E che bel paio di ali, se mi consente. Quali ali? Ah, quelle ali! Mi perdoni, ė che non ci penso. Quelle! Che non se ne è accorto? Evidentemente no. Mica cammino guardando indietro. Per me sono cose normali. Ogni volta che esco penso ad altro, cerco di organizzarmi: prendo le borse del buonumore, le condisco con un po’ di allegria e vado a fare quello che devo fare. Non sto a pensare alle ali. Ma allora lei è uno di quelli fortunati. State diventando rari. Qui c’è gente che esce e non si ricorda nemmeno per cosa. Esce, carica di rabbia, di stress e cattiveria. Peggiora la sua giornata e torna a casa ancora più devastato di come è uscito. Io so quello che voglio, sa? Cerco ogni volta di ottenerlo. Tanta fatica, ma merita. Sicuro? Certo. Che si crede, lei? E nel mentre che parlava, si accompagnava con ampi gesti della testa agitando vistosamente coda e criniera. Io voglio l’aria fresca del mattino, il sole caldo in una limpida giornata invernale, un sorriso che faccia iniziare bene, la giusta battuta che dia il via a risate dell’anima. Questo voglio. Il sapore di un buon caffè, la sorpresa di gustare un sapore nuovo e la sensazione di un profumo che si pensava dimenticato. Voglio la libertà di ridere quando lo desidero. Ah, prima che lo dimentichi: un panino con la porchetta e un peroncino fresco.  Questo voglio.

3.44 AM

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, Le notti degli Unicorni, pensieri

Non esiste un momento buono per il neurone battitore.

Quando scatta, scatta e può essere mezzogiorno o mezzanotte, non ci sono santi, finisce la pace.

Di giorno chi soffre di neurone impazzito lo vedi subito: sguardo assente, faccia distaccata, pensiero lontano.

Di notte, chiusi nella propria casa, certe espressioni sono protette dal buio, dalla mancanza di luce.

Il neurone corre, non si riesce a fermare, a parte le fucilate. E non sempre.

Nascono idee, si rimugina su quello che è e che sta divenendo. Il mondo si allontana e noi si entra in un’altra dimensione.

Chi la vive con i propri incubi, chi con i propri psichiatri chi con i propri unicorni. Che sono anche parecchio rumorosi, devo dire.

Ognuno porta la sua borsa.

E qualche volta se ne esce con incubi ancora peggiori della partenza.

Nel mio caso ni, ne no ne si, ma ni. Ne esco con un sonno della madonna e nuove idee e nuove follie da mettere in campo. 

Proprio normale non sono. Ma questo già lo sappiamo.

Il drago

Pubblicato il 1 commentoPubblicato in Le notti degli Unicorni, pensieri

​Guarda.

Lo vedi?

Vola in alto, vuole rompere  le sue gabbie, cerca tutta la sua libertá.

È un drago. 

Ha  la coda di uno scorpione. 

È velenoso come un cobra, mortale se ti avvicini senza permesso.

È un vulcano pronto a esplodere tutta la sua rabbia di anni accumulata.

Ma ha le ali di seta, e al posto del cuore, una stella luminosa.