La ricetta

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Buongiorno Gino, tutto bene? Antonella? È un po’ che non si fa vedere. quando torna? Buongiorno, bene, tutto bene. Antonella tornerà a breve, non preoccuparti, le porto i tuoi saluti. Grazie, Gino. Mi daresti tre uova? Tre uova? Tre? Sicura? Di solito sei o di più. Con te che ci fai? Sapessi. Tre è il numero perfetto. Con tre c’è spazio per tutti. Ognuno si prende la giusta razione di sale,olio e calore. E la cottura viene perfetta! Di più non va bene. Si fa fatica a gestirle poi c’è il rischio che qualcosa venga cotto male oppure che la ricetta vada a farsi benedire. Insomma, non vale la pena. Vabbè, ma come le cucini queste uova? Ora m’hai fatto venire una certa curiosità. Magari, se mi piace, la propongo anche a mia Moglie. Sai mai che le faccia venir voglia di frittate. Allora, Ti dico, la ricetta, ma considera che è semplice e di facile realizzazione. Basta metterci i condimenti giusti. Si riscalda un po’ la padella, non troppo. Fuoco lento, importante. L’ambiente è importante. Se non si prepara la base giusta, niente, non si mangia. Si rompe un uovo al centro, perfettamente al centro subito un bel pizzico di sale e pepe. Dopo poco, si rompe il secondo, da una parte in modo da sovrapporlo al primo in parte. Sale e pepe anche su questo. Nel frattempo non spegnere il fuoco, che provvederà a tirare su la temperatura. Occhio, col fornello, che altrimenti si finisce prima di cominciare. Si incolla tutto, si brucia il fondo e finisce il divertimento. I tempi sono importanti. Quando le prime due uova iniziano leggermente a dorare, rompere il terzo uovo e metterlo accanto al primo sempre sovrapposto in parte, cercando di non sovrapporlo al secondo. La doratura mischia le tre uova, diventano tutt’uno nel punto in cui si sovrappongono. Si capiscono ancora i contorni, ma ognuna prende dall’altro il meglio. Qui bisogna fare un magheggio. Non sempre si riescono a legare le tre uova bene. Magari due si, ma la terza tende un po’ a scivolare via, come dire, fa la vaga. Ecco, li bisogna giocare con un po’ di astuzia. Ognuno ha il suo trucco. Pero’ il segreto è tutto li. Cercare di far stare insieme le tre uova alla perfezione… c’e’ sempre una che fugge e tocca acchiapparla. Bel casino. Il gioco è fatto… A questo punto la temperatura salirà quanto basta. Le tre uova doreranno fino a sciogliersi. Un piacere osservarle. Se vuoi il top aggiungi un po’ di birra, Ceres per stare sicuri e il gioco è fatto. Le tre uova cuoceranno alla perfezione. Non serve neanche il contorno. Se decidete di mettere in campo questa ricetta, fammi sapere. Sono curiosa di sapere se vi è piaciuta. Della serie: ricette impossibili, meglio non provare se non si è convinti.

Approfondimenti

Pubblicato il 1 commentoPubblicato in Blog, in giro, Le notti degli Unicorni, minchiate, pensieri
L’unicorno passeggiava. L’unicorno desidera sempre passeggiare, vorrebbe consumare gli zoccoli. Gradisce le camminate di caccia. Una giornata di cacca, come tante altre. Infinite altre, ha quasi finito la carta igienica. Giramenti gravitazionali tali da spostare Marte al posto di Plutone e viceversa. Pure le nuvole sono disposte a testicolo di cervo, tanto l’umore è di quello giusto. La sua amante tra le mani, calda, bagnata, no asciutta che altrimenti che non funziona, carica, gli ormoni a mille, pronta a ghermire. Altro che idraulici. Servono ingegneri esperti in dighe e calli. <Promemoria>: devo portare l’amante sempre con me, anche in altri contesti, ma poi sono talmente preso che non me lo ricordo mai! </promemoria> L’occhio che si guarda attorno… e…. STOOOOP! In mezzo a tanto niente, a balle di niente, a containers di niente pneumatico, una scritta. Una luce nell’oscurità universale che mi ricorda di dover pagare la bolletta. Un fondo poetico di rara musicalità, base per importanti approfondimenti, dalla storia alle metriche alle filosofie esistenziali. <modalità unicorno scemo on> Ma quanto scopi? domanda forte, domanda importante, ma che può significare? Con quanta intensità? In quanti? Quante volte? All’ora, al giorno o alla settimana? Facciamo una classifica o è meglio un grafico? Un grafico a torta? con panna? crema o frutta? Niente banane, grazie. Due righe e già i punti interrogativi si accumulano più che in una festa paesana a base di alcool. Oppure, proseguiamo l’analisi: sono due giorni che ti cerco, ma sei talmente impegnata nella sacra arte della trombazio che non dai retta al citofono che ha già deciso di morire dopo l’ultimo milliampere consumato per cercare di farsi sentire vibrando, suonando, ansimando…. no, quello no, mai sentito un citofono ansimare, a meno che non fosse in collegamento nel momento sbagliato. Una domanda appresso all’altra condensata con un pennarello in poche lettere scritte su di un muro. Quanta poesia! E poi? Quel ‘#DUE’ Che significa? Con due insieme, due alla volta, due volte a passaggio, che significa? Può anche significare che è il secondo tentativo di contattarti e per la seconda volta il citofono è rimasto muto fino a che il gentilissimo computer della centrale telefonica, stanco di veder passare bit senza risposta, ha preso la questione in mano (che poi a ben vedere, potrebbe essere stato lui a scrivere quel messaggio, a forza di prendere questioni in mano) e ha replicato al chiamante: LA FAI FINITA? STA TROMBANDO! VUOI CHE TE LO SCRIVA A LETTERE CUBITALI CON UN CACCIAVITE SUL COFANO DELLA MACCHINA? <modo unicorno scemo off> Ok. Le feste natalizie non mi fanno bene. Ma non è una novità. vado a chiedere agli oracoli qualche altro significato, nel frattempo, augh, approfitto per riempire le ciotole dei tre nani squali che già mi guardano di traverso, avendo superato di un paio di minuti l’ora X.

Eternità

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Eternità:

#1 Quel termine coniato da un uomo la cui donna gli ha prima triturato i testicoli per uscire presto bla bla bla a fare bla bla bla e poi lo ha fatto aspettare tutto il tempo dell’universo e oltre.

#2 Oppure, se la prima non calza, possiamo definire l’eternità come tutto il tempo sprecato nell’attesa di dare corpo anche a uno solo dei propri desideri che fugge senza ritorno e ritrovarsi con un pugno di mosche morte in mano e tempo buttato nel cesso scrivendo cazzate sul proprio pc.

se ne avete altre, le aggiungo volentieri, che poi mandiamo tutto a wikipedia.