Porte

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Apri quella porta, ti ritrovi ad Amsterdam, all’uscita della stazione, pronto a esplorare la città.

Prendi una birra, vai al bagno, apri la porta, sei sull’Empire State building a goderti un panorama mozzafiato.

Scendi con il primo ascensore, quando esci sei a Tokyo davanti all’incrocio più affollato del mondo.

Che flash, spostarsi e vedere finalmente ogni angolo che questo pianeta ci riserva.

Magari evitiamo i posti a senso unico, ovvero la destinazione finale diventa six feet under, ma magari si potesse fare, avrei, ma credo tutti, una lista lunga una quaresima tanta.

Ho visto un film, stasera, un film di quelli da vedere una sola volta, anche meno, ma che magari ti stuzzicano per un po’ una qualche fantasia. Certo, voi subito a pensare male. No, sbagliato, una curiosità per soddisfare la voglia di conoscere questo mondo, niente di strano, quindi.

La ricetta

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Buongiorno Gino, tutto bene? Antonella? È un po’ che non si fa vedere. quando torna? Buongiorno, bene, tutto bene. Antonella tornerà a breve, non preoccuparti, le porto i tuoi saluti. Grazie, Gino. Mi daresti tre uova? Tre uova? Tre? Sicura? Di solito sei o di più. Con te che ci fai? Sapessi. Tre è il numero perfetto. Con tre c’è spazio per tutti. Ognuno si prende la giusta razione di sale,olio e calore. E la cottura viene perfetta! Di più non va bene. Si fa fatica a gestirle poi c’è il rischio che qualcosa venga cotto male oppure che la ricetta vada a farsi benedire. Insomma, non vale la pena. Vabbè, ma come le cucini queste uova? Ora m’hai fatto venire una certa curiosità. Magari, se mi piace, la propongo anche a mia Moglie. Sai mai che le faccia venir voglia di frittate. Allora, Ti dico, la ricetta, ma considera che è semplice e di facile realizzazione. Basta metterci i condimenti giusti. Si riscalda un po’ la padella, non troppo. Fuoco lento, importante. L’ambiente è importante. Se non si prepara la base giusta, niente, non si mangia. Si rompe un uovo al centro, perfettamente al centro subito un bel pizzico di sale e pepe. Dopo poco, si rompe il secondo, da una parte in modo da sovrapporlo al primo in parte. Sale e pepe anche su questo. Nel frattempo non spegnere il fuoco, che provvederà a tirare su la temperatura. Occhio, col fornello, che altrimenti si finisce prima di cominciare. Si incolla tutto, si brucia il fondo e finisce il divertimento. I tempi sono importanti. Quando le prime due uova iniziano leggermente a dorare, rompere il terzo uovo e metterlo accanto al primo sempre sovrapposto in parte, cercando di non sovrapporlo al secondo. La doratura mischia le tre uova, diventano tutt’uno nel punto in cui si sovrappongono. Si capiscono ancora i contorni, ma ognuna prende dall’altro il meglio. Qui bisogna fare un magheggio. Non sempre si riescono a legare le tre uova bene. Magari due si, ma la terza tende un po’ a scivolare via, come dire, fa la vaga. Ecco, li bisogna giocare con un po’ di astuzia. Ognuno ha il suo trucco. Pero’ il segreto è tutto li. Cercare di far stare insieme le tre uova alla perfezione… c’e’ sempre una che fugge e tocca acchiapparla. Bel casino. Il gioco è fatto… A questo punto la temperatura salirà quanto basta. Le tre uova doreranno fino a sciogliersi. Un piacere osservarle. Se vuoi il top aggiungi un po’ di birra, Ceres per stare sicuri e il gioco è fatto. Le tre uova cuoceranno alla perfezione. Non serve neanche il contorno. Se decidete di mettere in campo questa ricetta, fammi sapere. Sono curiosa di sapere se vi è piaciuta. Della serie: ricette impossibili, meglio non provare se non si è convinti.