Sapori

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, minchiate, pensieri

Stendhal pare sia venuto a Roma sei volta. Sei volte nella città eterna per entrare nei suoi segreti, per carpire più dettagli possibile, per respirare, assaporare ogni dettaglio, ogni sfumatura.

Leggo in giro che visitare Roma con ciò che ha scritto Stendhal, sia di gran lunga migliore di ogni guida turistica.

Amo tornare negli stessi posti fino ad averne carpito ogni dettaglio. Ci sono luoghi che ho visitato più e più volte. Ogni occasione ha dato input nuovi, elementi nuovi che nella precedente esperienza erano nascosti. Un continuo crescere per avvicinarsi al cuore del luogo.

Lui parlava di Roma; ogni luogo merita attenzioni ripetute. Ogni luogo può raccontare tante cose. Ma come un bell’incontro richiede l’appuntamento successivo, un luogo richiede incontri ripetuti, distanziati nel tempo quel tanto che serve per sedimentare e costruire il nuovo momento.

Oggi, tra un mese, tra sei, mai troppo poco, mai troppa distanza.

E ora via, carichiamo pellicola o Sdcard e partiamo. C’é un lavoro da fare!

Lavori in corso

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, in giro, in treno, minchiate

Ci siamo. Dopo mesi di annunci e avvisi, ci siamo. E’ arrivato il momento.

Sono cominciati i famosi lavori sul ponte lungo la linea che mi porta da e verso casa. Quindi linea interrotta, navette e treni fuori orari. Una meraviglia.

Cominciamo dall’inizio che poi ridiamo alla fine.

Vi ricordate il Galaxy Express? Bene, non c’entra nulla! Il ponte sul fiume Kwai? Uguale.

C’è un ponte da rifare. C’è tutto da rifare. Lo dicono sempre pure i politici.

Uscita di casa alle 6.45, arrivo in stazione. Sulla banchina i soliti che ci dormono da ieri. Attraverso la stazione, Navetta.

Visto che ci siamo, una dissertazione: A Ladispoli, il concetto di lasciare le bici è una cosa molto soggettiva. Ognuno la lascia cercando di far ammazzare almeno tre pedoni a ogni passaggio. Il più bravo a posizionare il mezzo vince il famossimo e ormai pure abbastanza sputtanato, Mongolino d’oro con schiaffo accademico.

La navetta toppa il percorso, quindi giro panoramico, Ladispoli, Palidoro, Passoscuro, quasi ci mancava un passaggio in riva al mare, due spaghetti alle vongole, Maccarese, giro del paese, stazione, finalmente, possiamo dire. E’ quasi il giorno dopo. Un percorso lineare è diventata l’unione dei puntini sulla carta geografica piuttosto ampio.

Bene, il treno è la e ci aspetta. Siamo già fuori tabella di marcia di almeno una quarantina di minuti buoni. Cacchio, perché non mettono un distributore di caffè in treno. PERCHE’????

Togliamo i soliti che sanno tutto e poi non sanno un cazzo ma sanno ben tirarsi dietro i branchi di pecore con i loro accorati appelli inutili.

Partenza fissata alle 7.50, effettiva, quasi le 8. Arrivo a Termini alle 8.45. Insomma, quasi in orario. Sono riuscito anche a fare colazione. Incredibile.

Per il resto, poco da segnalare. Un marziano incastrato nelle porta, uno con un SS20 sulle spalle, insomma nulla, normale.

Per la serata, invertite il percorso, il casino è lo stesso. I tempi sono gli stessi, e per domani bis.

Mi sento felice. Tanto la vita scorre su di un binario. Che voglio di più?