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Ciao Mario

Eccola là, la ciliegina sulla torta di una settimana da cancellare. Una delle troppe da cancellare.

Ma niente supera questo, Mario, il mio spacciatore di materiale fotografico, quell’immane rompiscatole che ti riceveva con un sorriso, colui che quando entravi, già ti aveva inquadrato, se ne è andato.

Avevo un 6×6 da prendere. Vabbè, tra le mille cose, passiamo anche da lui. Parcheggio in doppia fila, tanto resto dieci secondi. Entro, madonna che faccia devastata Luca.

Esordisco cazzeggiando come al solito.

Oh, ci azzecco sempre, eh? Azzecco sempre i tempi, io.

Mi guarda: hai visto il cartello? Quale?, faccio io.

1 + 1 è un attimo.

Mario se ne è andato. Se ne è andato questa settimana. Si, Mario non c’è più.

Non lo sentirò più parlare di banche e preti, non lo vedrò più tentare di vendermi quel kit vintage che al solo pensiero mi viene l’acquolina.

Non lo vedrò più.

Faccio fatica a crederlo. Ho, e no mi capita di frequente, un dolore pesante.

Mi ci ero affezionato…

Ruvido e disponibile, chiacchierone e acuto.

Ho abbracciato Luca. Che altro potrei fare. Mi sono sentito, mi sento vuoto.

E non trovo nemmeno la foto che ti avevo fatto per Dario.

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