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E infin San Gimignano

E dopo la due giorni pratese, sulla strada del buon ritorno si facettero carte false per non andare a Siena. L’ho promesso e farò quasi l’impossibile per mantenere la promessa.

Dicevamo, dopo una sana colazione, via verso nuove e tremende avventure. Insomma, via sulla strada del ritorno.

Che facciamo? dove andiamo? a che ora parte l’aereo? a no, spetta, non centra nulla.

Andiamo a Siena? ma anche no… e nella testa una lampadina rossa lampeggiante: non ti ci provare, che hai promesso!

Andiamo a San Gimignano… un SIIIII!!!! anche dalle punterie della macchina.

la superstrada che fino a pochi minuti fuggiva dritta, si trasforma in una serie di curve collinari fino la’, davanti le torri e ovviamente al parcheggio. Frotte di giapponesi che hanno fotografato anche le ruote della nostra carriola.

San Gimignano è uno scrigno prezioso. Racchiusa tra le mura una gioielleria meravigliosa di archi, porte, costruzioni, vicoli, ombre, luci, torre. Una musica da preservare.

Ma San Gimignano è anche una follia di gente, tutti che vanno, tutti che vengono, gruppi di ogni nazione, con le loro abitudini, i loro vizi, le loro tecnologie.

E qui mi sono divertito: ho ripreso San Gimignano da un punto di vista diverso; ho ripreso le persone, i turisti, la nuova kasba di popoli affamati di non so che.

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