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Esperimenti

Se devi fare pastrocchi, pastrocchia alla grande.

L’altro giorno avevo detto che dovevo scegliere tra digitale e analogico e alla fine avevo deciso per quest’ultimo portando con me due corpi macchina.
Ok, ma non vi ho detto che corpi macchina.

A parte la fedele Canon A1, ho deciso di portare con me la vecchia e cara Altix, la signorotta del 1953 che non sbaglia un colpo manco per sbaglio, o quasi.

Era parecchio che non la portavo. E c’è voluto qualche minuto per riprendere mano con la signora.

Per completare la scelta, serve una pellicola. Scegliere oculatamente quale pellicola portare è fondamentale: Con la Canon ci siamo comportati bene, ma con la Altix ho voluto provare un vecchio negativo, anzi, meglio, un positivo che mi avanzava nella mia personale cantina fotografica: una Fuji Sensia 100 scaduta da undici anni. Prima di iscriverla all’università, insomma, andava provata.

Certo, tirare fuori l’Altix, gira la rotella, metti a fuoco a occhio, balletto sul piede sinistro, decidi tempo e diaframma, alza mano destra, carica la molla di scatto (è gia abbiamo superato l’ora di pranzo per il tempo impiegato a fare tutte le cose nell’ordine giusto) è una bella avventura. E giuro che più rotelle devo girare più mi diverte scattare immagini. L’ho detto…. qui tocca provare un banco ottico di discrete dimensioni. Anzi, ti dirò caro lettore, devo comprare della carta fotografica, che ho da fare degli esperimenti ancora più osé.

Come occasione, nulla di meglio che una passeggiata a Bomarzo con la signora sbuffante. E ti credo che sbuffa, per ogni scatto devo prima fare tutta una danza e per fare duecento metri ci impiego più o meno i tempi di percorrenza dei bus Atac di Roma. E non le ho ancora detto che tipo di esperimenti voglio fare in futuro. Capirà? boh!

Bomarzo, Viterbo. Tutto sommato a una distanza decisamente a portata di tiro. Una piacevole scoperta. Ho sentito tanti pareri discordi; come al solito meglio una verifica diretta.

Vi dirò: merita la visita. Immersi nel bosco che tutti conoscono come il bosco dei mostri, diventa una passeggiata particolarmente interessante. Avrei preferito qualche cartello esplicativo, ma forse è stato un bene così. Girare per il parco seguendo le sole frecce che indicano il percorso corretto ha già il suo valore peraltro nel concetto stesso del parco: dietro ogni angolo una meraviglia che impressiona e lascia a bocca aperta.

Ho sviluppato la pellicola in C41. La pellicola sarebbe dovuta essere tratta in E6, ma leggendo in giro di folli che hanno usato lo sviluppo normale per sviluppare le dia, ho voluto vedere con i miei occhi i risultati. San Tommaso,.

Il rosso predomina. Una dominante che sembra un’incudine. La pellicola una volta sviluppata è di un verde ramarro impressionante. Non vi dico il colore del bagno di pre-riscaldamento… è venuta fuori una roba da urlo. La prossima volta ci cucino una minestrina.

Supportami.

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