Blogpensieri

Giorno Cinquantacinque

Siamo agli sgoccioli. La festa finisce qui. Gli alcoolici sono finiti da un pezzo.

Credo di essere arrivato anche io alla fine di questi giorni di clausura. Sono sicuramente arrivato di tante cose.

Ancora un giorno,credo, poi riprenderò, anche se non so esattamente con che modalità organizzerò la nuova visita lavorativa.

Di certo, per il momento niente mezzi pubblici. L’aria che tira non è delle migliori, almeno a sensazione e visto che il capo ha autorizzato l’uso della macchina aziendale (con annessa tessera carburante, cosa che non guasta assolutamente) anche per attività non strettamente legate all’ufficio, ovvero permettermi di fare avanti e indietro con Ladispoli., direi sia il caso di approfittarne. Non amo spostarmi con la macchina, ma guarda casa ho due o tre (cento) posti da vedere e rivedere che con altri mezzi sarebbe impossibile provvedere. Ora non mi resta che metterli in ordine di apparizione e interesse e vedere la loro fattibilità rispettando le indicazioni e le limitazioni di movimento.

Ho un elenco di cose da fare, di persone da vedere, di impegni da sistemare che ho finito un’agenda.

Primo punto: VOGLIO RIVEDERE MIA MADRE. Ci siamo sentiti almeno una volta ogni due giorni, cercando di tenerla su di morale nonostante la sua età e i suoi acciacchi e la distanza che ci separa. Ho evitato di inventarmi draghi non tanto perché fosse vietato ma per evitare che una svista, magari io che senza saperlo le attaccarssi qualche malanno e rendere ancora più complicata la sua vita. Piccole accortezze anche se poi lei ha continuato a scorrazzare a destra e manca.

Ancora non le ho detto nulla, ma domani, mentre inizierò a organizzare il futuro, sarà uno dei primissimi punti da mettere a segno.

Secondo me, appena glielo dico, si chiude in cucina e inizia a preparare per 120 persone. Chi glielo dice che sto controllando seriamente l’alimentazione per evitare di diventare una botte più di quanto già non sia?

Primo giorno senza Kally. Non voglio dirlo apertamente, ma mi manca come mi mancano tutte le figure che nel tempo ho dovuto lasciare volenti o nolenti. Tutte.

Piccola nota d’orgoglio: mostrare la mia piccola collezione fotografica, insieme a foto e ammennicoli vari a chi sa riconoscere quel mucchio di pezzi di ferro ossidati. Quando ha preso in mano la Rollei è quasi impazzito. Un piccolo moto d’orgoglio ci sta benissimo.

La minolta è già pronta a operare, Ilford caricata, pronti partenza via.

Ora mi gusto Montalbano.

Supportami.

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