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Giorno Diciassette

E mentre Papa Francesco conforta le anime a resistere e a dare il meglio di se di fronte a questa tragedia che ci sta travolgendo, anche questa settimane volge al termine.

Una settimana neanche troppo lunga, impegnata, dove ormai le abitudini sono quelle di guardare una tv che dispensa numeri di morte come popcorn, dove si calcolano gli orari e i turni per andare a fare spesa, dove si pensa alle cose da fare in casa ma tanto se gli ordini dei fornitori vengono evase con difficoltà nella migliore delle ipotesi, inutile armarsi di voglia di fare.

Si scherza, si trova traffico lungo il corridoio tra la camera da letto e la cucina, si gioca con i cani e si fa finta di camminare girando intorno casa.

E alla fine, guardare questo Papa stanco che lascia il microfono e cammina con difficoltà verso la Madonna e il Cristo dà tutto il senso delle difficoltà che tutti viviamo.

Non sono particolarmente credente, credo più nell’opera dell’uomo capace di esaltarsi, forse vado un poco più in la, ma non di molto.

Nel silenzio assoluto, unica nota, un gabbiano in lontananza che lancia il suo richiamo.

Danno fastidio i commenti dei giornalisti, da’ fastidio questo continuo chiacchierare che deve accompagnare ogni singolo fotogramma.

Quaresima, no, siamo in Qarantena.

Torniamo a noi, oggi vai di scansione; la Potsdam sviluppata ieri sera oggi è passata in digitale. Non sono soddisfatto di questo scanner, ho sempre più dubbi. A guardare il negativo sembrano degli scatti interessanti, ma non sono soddisfatto della scansione, decisamente NO.

E nelle giornate che passano si ha tempo per pensare.

Ho realizzato che, almeno nel mio caso, le spese sono diminuite assai. Un po l’incertezza che avvolge tutto, soprattutto quello che sarà dopodomani. Si spende di più in cibo, ovvio, in casa ora siamo in due, prima vivevo praticamente sempre fuori, ma spendo un decimo di quello che spendevo prima per tutto il resto. Ho sospeso un po tutto, dai libri alla ferraglia fotografica. Ho più propensione a mettere tutto al pizzo in attesa di tempi migliori. Al massimo tiro fuori il portafogli per cose che mi servono in casa, dalle lampade di ricambio ai detersivi. Il resto slow down.

Intanto, con una primavera che è scappata incalzata da un freddo becco, inizia questo lungo weekend di 41Bis, col camino di nuovo acceso e una buona scorta di birra in dispensa. Vediamo se riesco a stare abbastanza lontano dal pc, mio compagno fedele di lavoro e di svago.

Voglio tornare a fotografare, porca puttana!

Le poche immagini rappresentano le uniche cose che si vedono e che si possono vedere in attesa del futuro per il momento abbastanza incerto. Il mondo attuale i cui confini sono dettati dalla mappa catastale.

Supportami.

4 pensieri su “Giorno Diciassette

    1. tra le tutte le cose che ho provato per digitalizzare i negativi, alla fine, si e’ rivelato lo strumento migliore per tirare fuori i bit dai negativi.

    2. ti aggiungo pure e lo considero anche piu’ importante dello scanner: il software. Se puoi, non fermarti al software di scansione fornito, perche’ i risultati sono sempre un po’ al di sotto delle capacita’ del prodotto che prendi. Dai un’occhio a Vuescan nel caso tu decidessi di fare il salto.

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