Blogpensieri

Giorno Quattro

Oggi è sabato. Un sabato quasi come gli altri. Quasi.

Non ho lavorato, manco da remoto. Ora lavoro solo da remoto. Per i prossimi tempi sarà l’unico modo per far finta di prendere lo stipendio. Spero.

Supermercato. Ops, ma non è come tutti i sabati. Si entra uno alla volta, fuori ciascuno a due metri dall’altro. Ci si guarda: mi vuoi infettare? no, non voglio, sono ancora normale, non radioattivo. Pensieri che ti passano per la testa mentre cerchi la farina e il commesso ti dice: Nei prossimi giorni niente farina e non so nemmeno se arriverà. Prendi quella poca che vedi li. Non è per i dolci, Di alla tua signora – ammazza che perspicace – che ti sei sbagliato, Intanto l’hai presa.Ma il culo, ehem, il destino vuole che due pacchi di 00 nascosti nello scaffale finiscono nel carrello ancora mezzo vuoto.

Oggi, l’unica voglia dichiarata è il non voler fare una mazza. Proprio un mazza!

Ma il tempo passa e la voglia di fare qualcosa non passa. Ho le foto scattate negli ultimi giorni da sviluppare, e ciò è stato fatto. Un po di lavoro in giardino dove sono riuscito a rendermi irriconoscibile. Il mio pollice verde somiglia sempre più a una betoniera d’asfalto.. Però ci provo.

E ora che la giornata è finita, che non ho sentito il secondo flashmob di questa settimana, tiro la somma di quello che è stato oggi. Sicuramente non troppo diverso dagli altri sabati trascorsi, anche se con degli elementi totalmente nuovi, niente colazione al bar, supermercato contingentato, niente uscite estemporanee, una nuova versione del nostro quotidiano a cui dovremo abituarci per un po di tempo.

I social sono più scatenati che mai. Sembrano crescere allo stesso ritmo dei contagiati. Si i contagiati. Un numero altissimo e mentre la fila dei carri funebri si allunga davanti ai cimiteri, parte del mondo non ha ancora capito quanto siamo idioti e temporanei.

Supportami.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.