Blogpensieri

Giorno Sei

Oggi è lunedi. Ricominciamo la settimana.

Fortunato chi può tenere impegnata la testa in questo obbligo casalingo.

Intorno vedo qualche cenno di cedimento strutturale. Capitano, dai ponti 13 a 35 ci sono problemi di tenuta dei campi di contenimento. Qualcuno che conoscono sta arrivando a fine corsa e questa convivenza supplementare sta portando a galla tanti problemi non inattesi. Ascoltare le sue parole, mi tocca nel profondo. Sono affezionato a questa ragazza e mi spiace veramente che si trovi in una situazione molto complicata.

Stamattina prove di supermercato. Uscito alle 7.30 di casa, Giustificazione pronta. L’ho ricontrollata due volte; sia mai che esco con quella per la passeggiata canina mentre sono in fila con il carrello. Che gli conto ai Carabinieri? Che sto portando a spasso il pacco di pasta?

Primo supermercato: cazzo, apre alle 8.30, un’ora di anticipo e dalle vetrate non vedo quello che cerco. Non va bene, scartato, cambio.

Secondo: Apre alle 8.00, ok, si puo’ fare, Prendiamo carrello e ascoltiamo quello che il mondo ha da dire. Un po’ di persone in fila. Come al solito un po’ di distanza non guasta. Passa anche la pattuglia di Carabinieri. Ho la Giustificazione giusta? ma si.

Un minuto alle 8. La guardia si prepara. I carrelli riscaldano i motori. I piloti stringono lo sterzo, pardon, la gente tira fuori la sporta per la spesa.

30 Secondi, l’urlo dei motori supera le voci. Dagli spalti le bandiere sventolano.

1 Secondo. Esce il direttore di gara, ecco, stiamo per partire.

0 Secondi: Signori non ci hanno consegnato le mascherine, urla, e quindi non apriamo. Ci spiace, ma non lavoriamo in sicurezza quindi le porte restano chiuse.

A parte una tipa che solleva le solite inutili questioni, Il ragazzo ha ragione: non si può lavorare in leggerezza. Giusto non aprire. Per me fa più che bene. Poso mestamente il carrello e me ne vado. La rompicoglioni continua a tirare su la filippica. Forse sarà ancora la a sbraitare, legata a un palo.

Terzo Supermercato, quello che si entra passando col metaldetector. E’ il più caro, meglio di niente. Entro, non c’è fila, si fa presto. Oh, alle 9 devo essere in ufficio, ehem, a casa, iniziamo la settimana telematica..

Giornata tranquilla, non c’è che dire. Di cose da fare ce ne sono assai.

E stasera non sento ragioni, giretto con la belva, stavolta Kalliope. Ho bisogno di fare due passi, anche tre, se potessi anche cinque. Ho proprio dolore alle gambe a forza di stare seduto a guardare gli schermi. Ho bisogno assoluto di camminare. Vorrei arrivare fino al mare, ma non posso, troppa distanza, mi accontento di fare lo stesso giro due volte. Mi fa effetto vedere questi viali praticamente vuoti, in alcuni momenti vuoti. Anche i suoni sono assenti. Pure loro in quarantena. Kalli scatena qualche cane dietro i cancelli, ma dura sempre poco. Passa qualcuno che corre, tutti a debita distanza. Tanto vicini, tanto lontani.

C’è Montalbano stasera, con i suoi cannoli, il suo Enzo che mi fa sognare. Mi fa venire voglia di una piccola trattoria sul mare, che ti fa sentire a casa, che ti da una pacca sulle spalle e ti porta un piatto di pesce da farti uscire gli occhi dalle orbite. Me lo segno. Ho voglia di abbracciare e tenere a stretto a me un sogno lontano. Non si può. Continuo a sognare. I sogni, quelli almeno, non mi risulta che siano in quarantena.

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