Blogin giropensieri

Il deserto dietro l’angolo.

Era un po’ che non atterravo in quel di Termini. Non che ne sentissi la mancanza, però dovevo sistemare una cosa con Atac (di cui racconterò in altra sede, tanto l’incapacità di una struttura è manifesta anche nelle cose più semplici) per cui, oggi treno; direzione scalo più grande del centro Italia.

Cavolo, un deserto è più affollato.

Ero abituato a fiumi di teste, oggi si vedono più piccioni, anzi no, nemmeno quelli. In massima parte solo ed esclusivamente personale di stazione e di viaggio, ma di gente normale poco e niente.

Effetto Covid, Effetto DPCM, Effetto quel che vi pare, fatto sta che la sensazione è strana forte.

Si cammina lungo passaggi vuoti, incrociando poche persone, turisti zero. Tutti con mascherina d’ordinanza più o meno messa bene, qualche naso scoperto, mascherine nere, bianche, colorate, azzurre, la solita filippica insomma. Che dite, aumentiamo a 3 metri la distanza di allarme?

Biglietterie vuote, punti di assistenza desertici. Credo sia in crisi pure tutto quel substrato di personaggi che vivono cercando di sgraffignare qualcosa ai viaggiatori.

Perfino fuori, nel piazzale fronte stazione il deserto regna sovrano. File di taxi in attesa. Non lo so quanti viaggi faranno, ma a giudicare alla ‘folla’, direi pochini. Ai voglia a piangere, ma qua si va a fondo e basta.

Dicevo, sensazione straniante.

Stiamo vivendo un momento assurdo a cui non abbiamo difese, contro cui non sappiamo come comportarci, contro cui non siamo preparati e nessuno sembra esserlo, abbiamo pochi elementi di contrasto. Siamo fondamentalmente soli.

Supportami.

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