Il piano B serve sempre

Sono il teorico del piano B, poi del piano C, poi del piano D, poi del pianoforte.

Partiamo dall’inizio, che se il buongiorno si vede dal mattino, serve il libro dei morti a pagina 66, che non se ne viene fuori.

Ladispoli, Roma, Firenze, Roma, Ladispoli: programma della giornata: magnata stratosferica di sane carne toscana. Lo stomaco è pronto, la panza pure, biglietti del treno anche, tempo buono, nessuna macumba in vista.

Primo treno: cannato Doveva arrivare alle 7.28, l’app riportava ritardo di un minuto, se anche sono sul filo di lana, avevo calcolato di prenderlo… seeee in fronte, l’ho preso. Me lo sono visto partire davanti al naso. Ok, piano B, che non ci frega nessuno: avevo calcolato la presenza di un secondo treno, in caso di necessità, e se è vero che necessità fa virtù, qui abbiamo fatto il miracolo. Preso secondo treno, quattro gatti ronfanti provenienti dalla toscana. Non ho capito se metà dei rumori percepiti erano scricchiolii nefasti o la gente che russava.

Daje, a Roma, almeno ci arriviamo.

Ma, c’è un ma! Da Roma un messaggio sinistro, molto sinistro, mi avverte che ci sono problemi con i treni sulla linea alta velocità. Controllo sulla solita app: 26 minuti. In fondo non sono tanti. Chiedo conferma: no no, si parla di più di un’ora. Miii, a Roma vedremo; sfoglio svogliatamente il libro dei morti una ventina di pagine più avanti.

Prima cosa, pure cascasse il mondo, prima di tutto il caffè.

E ora, vediamo sti quattr treni muort (Re Leonzio e i Tebbani, M.Papa, grazie per avermi fatto vedere la luce).

Effettivamente i treni da Napoli hanno ritardi abissali, ma i conti non tornano: i ritardi sono solo sui treni Italo, quindi il presunto furto di rame annunciato, non riguarda la linea, tipo, si saranno fregati solo i fusibili di quei treni e hanno lasciato viaggiare gli altri.

Vabbè, chessifa?

Signorina, riferito alla pulzella di Italo: che ci facciamo co’ sti biglietti? magari saliamo sul non-stop Roma-Milano che magari ci lanciate dalle parti di Firenze? NON SI PUO’!

Cosa? Lanciarci o fermare il treno? NON SI PUO’!

Che ci propone? a che ora ci vediamo per cena? NON SI PUO’.

Andate a piedi. Seeeee.

Il piano B ci assiste, lode al piano B: vediamo che ci propone Trenitalia con le sue frecce? Loro, strano, viaggiano tutte in orario, sempre più strano. Ci sarebbe un treno che parte tra una mezz’oretta, che ne dite?…. tanto quelli di Italo stanno a 85 e passa minuti, anzi non sono nemmeno partiti da Napoli. Vai!

Approvazione unanime da parte della truppa. Esattamente come la politica Ittalica.

Primo step, torniamo dalla Italo-Signorina:

Signorina, ci scusi, ma ce li rimborsate sti biglietti? visto che poi non è colpa nostra, per lo meno la macumba non è opera mia. MA CERTO, VI RIACCREDITIAMO ANCHE IL CAFFE’.

La ringraziamo, Signorina, viene a cena con noi? NON SI PUO’!

E che miseria, questa è mono tematica, NON SI PUO’!

E ora, scendiamo alla biglietteria, vediamo di rispendere sti soldi…. ticckete qui, clicckete qua, guarda che è windows, devi andare calmo che si incastra; clicckete qui, clacckete qua, Sbang! (ndr: botta all’apparecchio con piede sinistro a mezzo stivale di coccodrillo). Rilascio biglietto.

Et alfine siamo arrivati in quel di Firenze sani et salvi, fatta eccezione per la tipa davanti a me, coperta tipo paguro, che ha sventrato un intero periodico ferroviario per attappare tutte le bocchette dell’aria condizionata che effettivamente, forse, ma non per me, era un filo troppo freddina!

Per il resto, stendiamo un velo pietoso, che i Vegani mi denunciano, e io denuncio loro…. 5 x 1.7Kg di sane bisteccuzze divorate, accompagnate adeguatamente da una sostanza rossa che tutti dicono chiamarsi vino. Blurp. Le mucche ringraziano, i Vegani no!