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La mia Firenze

Io sono innamorato di questa città, delle sue persone, della sua storia, del suo fiume, della sua Aurea. Tutte le volte che posso, cerco di andarci. Tutte queste immagini sono state scattate in occasioni diverse, di giorno, di notte, ubriaco, meno ubriaco, parecchio ubriaco. Tutte sono servite a omaggiare il libro “Il fioraio di Monteriggioni”, un elegante Noir scritto da Cristina, una mia carissima amica. Questi scatti sono sempre a portata di tiro, mi ricordano questa città e tutte le sensazioni che provo e che ho provato durante ogni viaggio. Conosco persone che non l’amano, certo, non è il posto più profumato del mondo e nei giorni no, dai tombini escono profumi notevoli, ma tutto quello che si può togliere dal caldo asfissiante estivo, alla puzza, ai turisti, Firenze resta un qualcosa da vivere intensamente, non da turista che deve correre a vedere più monumenti possibili, ma da camminatore lento, da scopritore di angoli. SlowWalk, Camminare Lentamente, senza fretta, dando il tempo all’ambiente di entrare nella nostra testa.

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