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L’anima del Pendolare

Giusto perché stamattina, una delle mie coscienze, chiamiamola così, che ha dei bellissimi occhi e un lavoro da schifo, mi ha messo sotto il naso, o meglio su whatsapp, un’immagine che non vedevo da tempo, diciamo pure 11 anni. Non la ricordavo, sommersa chissà dove. E da li’ un susseguirsi di ricordi, di considerazioni e di totali. Lasciamo perdere i totali, va.

E ti rendi conto di essere diventato un Pendolare anche nel DNA. Puzzi di Pendolare, profumi di Pendolare, anche dopo esserti affogato nella doccia.

Anche se sei in un’altra città, nemmeno italica, ai confini dell’Europa e del continente, fai sempre la stessa identica cosa: continui a prendere un treno. Continui a guardare gli orari e verificare biglietto o abbonamento. Un bellissimo treno verde rigetto, di quelli usati dai Pendolari, che dal centro città ti scarozza verso una delle comunità marinare con tanto di cambio in mezzo al niente più assoluto.

Insomma, Pendolare diventi e Pendolare Resti. Pendolare sei.

Per l’eternità.

data: Anno Domini 2008, Febbraio

Località: Dublino

Tempo: freddo, piovigginoso, adatto alle uscite e ai picnic

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