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Librorcia

Non solo Bagno Vignoni, ma una piccola meraviglia, una libreria.

E’ stato uno dei motivi di questa gita. Per me le librerie sono un tempio religioso dove si può entrare solo con passo silenzioso.

Nemmeno ricordo dove ho trovato le indicazioni per questa meraviglia, fatto sta che è stata la prima cosa che ho cercato.

Una piccola scala sale fino a una porticina. Sotto il casino del turismo galoppante largamente sottotono visto il periodo. Immagino che bordello che c’era nei tempi non sospetti. Salgo, già so cosa mi aspetta. Gab segue, non so’ se per vedere in quale ennesimo incontro vado a infilarmi o cosa.

Il proprietario è li, appoggiato alla porticina. Non ci vuole molto a capire che è lui.

Entro. Piccolina, minuscola, con un salottino all’ingresso, un invito a prendere un libro e sedersi.

Libri di fotografia, libri per bambini, novità editoriali, storia, filosofia. Pochi ma buoni.

Scambio due parole con il proprietario. Inevitabilmente si finisce col parlare di quanto stiamo perdendo con il diminuire delle librerie, soprattutto quelle piccole che chiudono una dietro l’altra nel più totale buio. Tante parole, tanti inni ma la gente non legge e non servono leggi, serve desiderio di sapere che pare irrimediabilmente spento.

Esco con un libro. Foto della Val d’Orcia.

Non si può uscire da una libreria senza un libro. Un piccolo pezzo di anima da portare con se.

Supportami.

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