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Assuefatti dal digitale, addormentati in un mondo dove sembra che il toccare sia peccato, dimentichiamo che abbiamo cinque sensi.

E se sappiamo usare i sensi, gli oggetti ci parlano. Ci raccontano di loro.

Ogni cosa ci racconta quello che gli è successo, le cose felici, le cose tristi. Ci raccontano la loro essenza.

Ho sempre creduto e lo credo profondamente, che un’energia scorre nelle cose, animate e non. Un’energia che riempie e circonda.

E per sentire questa energia dobbiamo usare i sensi, tutti, insieme. Primo, quello che copre tutto il nostro corpo, il tatto.

Il tatto ci da il senso dell’universo. Ci mette in contatto con il nostro passato, con il passato e il presente degli oggetti con cui abbiamo a che fare.

Abbiamo bisogno di toccare, di sfiorare, di accarezzare e poi di guardare, di ascoltare, di odorare.

Solo così riceviamo il diritto di partecipare alla storia di quello che è.

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