Giorno Cinquantacinque

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Siamo agli sgoccioli. La festa finisce qui. Gli alcoolici sono finiti da un pezzo. Credo di essere arrivato anche io alla fine di questi giorni di clausura. Sono sicuramente arrivato di tante cose. Ancora un giorno,credo, poi riprenderò, anche se non so esattamente con che modalità organizzerò la nuova visita lavorativa. Di certo, per il momento niente mezzi pubblici. L’aria che tira non è delle migliori, almeno a sensazione e visto che il capo ha autorizzato l’uso della macchina aziendale (con annessa tessera carburante, cosa che non guasta assolutamente) anche per attività non strettamente legate all’ufficio, ovvero permettermi di fare […]

Giorno Cinquantaquattro

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Domenica. Brutto giorno. Ho salutato uno dei tre nani scodinzolanti. Ora credo stia correndo appresso alle lucertole, sua grande passione, nel Valhalla. Kalliope ci ha lasciati, di brutto; se ne è andata, spero non soffrendo, perchè vederla così fa male al cuore. 8 anni di croccantini e corse nei prati. ora se ne è andata. Fa strano dover firmare pure per consentirne la morte serena. E domani il mondo riparte.

Giorno Cinquantatre

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E con un cane che non si sa se continuerà a stare di qua o inizierà a inseguire lucertole nel Valhalla, un altro giorno è trascorso mestamente. Uno dei giorni più bassi. Non ho scambiato praticamente parola non con nessuno. Sabato. Non è un bel sabato, per niente. L’attesa lunga, l’attesa senza informazioni, l’attesa che richiede decisioni certe. avevo scritto un lungo pistolotto. Poi ho cancellato tutto. Non mi va di dire come mi sento. Vi lascio l’immagine di copertina, una scuola nata durante l’era fascista, ora rudere in mezzo alle campagne a sud di Aprilia.