E giochiamoci sto 3

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Roma ha perso quello che oggi cercano tutti di definire come la cura del ferro, un sistema di trasporto su rotaia che porti la mobilita’ pubblica a nuovi livelli.

Ma negli anni passati, parecchi anni fa, Roma era tutta una rotaia. Tram ovunque, linee che arrivavano fino ai Castelli di cui si intravvedono ancora dei resti strada facendo, per non parlare della linea che arrivava fino a Fiuggi oggi ridotta a un moncone che a malapena arriva a Centocelle, Oppure, la martoriata linea che collega la Città con Viterbo lungo la via Flaminia, anch’essa sofferente e disgraziata.

Nota per i ciclisti, parte della linea per Fiuggi è stata riconvertita a pista ciclabile (purtroppo lontano da Roma, verso Serrone e Piglio), e viaggia in alto offrendo un percorso e un panorama veramente belli.

Tra le poche linee sopravvissute ce ne sta una che merita un viaggio: la linea 3.
Parte da Trastevere, davanti la stazione e attraversa quelle che probabilmente, anzi, certamente, sono alcune delle zone più belle della città, da Viale Trastevere, attraversando il fiume Tevere davanti Porta Portese, via fino a Piramide, passando poi davanti al Circo Massimo e ai Fori imperiali, con un saluto al Colosseo e poi su verso San Giovanni, Santa Croce, Porta Maggiore risalendo fino a San Lorenzo, viale Regina Margherita, chiudendo la corsa con i Parioli, Villa Borghese, il museo d’arte Moderna e Villa Giulia. Insomma, un percorso eccezionale che di tanto in tanto faccio, così, per sentirmi turista in casa.

altixV, lomo berlin 400bw, sviluppo rodinal, trastevere

Scendo a razzo dal treno, raramente programmo la variante, sento di doverla fare e vado, al massimo calcolo i tempi disponibili.

In quest’ultimo giro, mi ha accompagnato la compattina del 56, la AltixV. Piccola, curiosa, pratica. Non ci sta’ esposimetro, ma chissene. Per l’occasione, una Lomochrome Berlin 400, perfetta.

Nella loro imperfezione, nelle immagini poco definite, mosse, sbagliate, una musica si muove, qualcosa di sottile. L’immagine perfetta la lascio agli altri, a me basta l’impronta mal definita del pensiero che mi attraversa la testa che mi porta in altre regioni e in altri luoghi e si ferma sull’indice che preme il bottone di scatto. Click, metallico, secco con qualcosa di romantico che ricorda l’età della mia compagna di viaggio .

Ultimo sviluppo del 2020. Sto giro col Rodinal, che l’ID11 è bello che finito.

Mauro

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