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Passoscuro – Via Torralba

Passoscuro non mi piace, un’accozzaglia di case ammucchiate sulla spiaggia che trovo difficile accettare e digerire.

Tempo addietro, l’anno scorso, su un quotidiano avevo letto un trafiletto su una visita guidata ad alcuni murales proprio in questa ‘ridente’ cittadina.

La regola impone: lascia decantare. L’articolo è stato pubblicato a settembre 2018. Oggi ho deciso di andare a vedere. Del genere: Siii curioso, ma magari non attendere la pensione.

Il risultato cambia la prospettiva. Resta l’antipatia per il luogo, ma lo scorcio merita sicuramente attenzione. Tralasciamo le buste di monnezza che ormai trovo ovunque, ma quest’angolo di Passoscuro è decisamente interessante e meritevole di ulteriori visite.

Un pensiero su “Passoscuro – Via Torralba

  1. ci sono cresciuto, al mare li con i miei cugini ricchi che avevano una casetta spuzzolosa…piena di bacarozzi, andavamo verso nord dove finisce l’abitato e confina con l’ospedale Bambino Gesù… la spiaggia libera era di tutti e si facevano ancora i picnic con l’ombrellone con la tenda attorno, dove dentro ti ci potevi cambiare e i tavolini coperti di maccheroni freddi con la mozzarella, parmigiana di melanzane e fettine panate…rosolati al sole la mattina tra gioco del pallone e raccolta delle telline, si stava a morire fino alle 4, perchè con la panza piena di tutto quel cibo potevi morire di congestione.. poi ancora bagno finchè il sole scendeva basso e tutto diventava rosso fuoco, allora arrivavano i grandi con le reti a sciabica, entravano in acqua e circondavano tratti di mare pieni di cefaletti e marmore, ma anche tracine e granchi, una volta chiusa la rete veniva portata a riva e i pescatori portavano via il pesce buono… a noi restavano le tracine con la spina velenosa e i granchi col quale condivamo gli spaghetti con le telline… che meraviglia …. quella sabbia piena di granelli sulla pelle ustionata era il 75… e avevamo tanta speranza per il futuro… non come ora.

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