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Puzza Roma

E non lo so, ma la prime cose che ci mettono in contatto con quello che abbiamo intorno sono i sensi.

Loro, i sensi, il fondamento del nostro essere e del nostro sentire, o meglio, il fondamento di tutto cio’ che è vivo.

Affinati in migliaia di anni di evoluzione, arrivano dai nostri antichi padri e sono serviti per cercare, cacciare, mangiare, difendersi, sopravvivere, tutto.

La vista, prima di tutto, ma poi l’olfatto, il nostro naso, per dirla breve. il tatto, l’udito. Ognuno ha un suo preciso compito e un suo preciso scopo.

Oggi tocca all’olfatto: a lui il compito di catturare ogni sfumatura anche quelle tra le righe, quelle ormonali, quelle che attivano questo o quell’allarme.

Roma, ormai sollecita’ un po’ tutti i nostri sensi, ma purtroppo non in senso positivo.

Puzza Roma, un titolo strano, ma importante. Passeggiare per i quartieri romani è una condanna a morte per i nostri nasi…. E non solo. Ogni pochi metri, odori di putrefazione a più non posso dai mille cassonetti non svuotati, dalle deiezioni canine e, purtroppo, umane, odori assassini di smog, puzze pazze da far rattrappire ogni ruga. Roma, non solo è diventata invivibile dal punto di vista sociale, ma esalta il suo stato cadaverico semplicemente respirandola.

E il problema non è solo di questa o quella amministrazione. Il problema è in basso, alla base, per poi salire ed espandersi e marcire moltiplicandosi

.E non chiedetemi della soluzioni. Non saprei dire nemmeno da dove deve partire, se dall’alto e calare come una benedizione Urbi et Orbis, o viceversa, se deve salire dalla base, crescere, espandersi e trasformare tutti i livelli con un grande sussulto d’orgoglio in un nuovo divenire.

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