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Roma, parco degli Acquedotti

Lasciamo perdere le note tecniche, non ce ne frega nulla. Queste foto le ho scattate a settembre, oggi mi rendo conto di non avervele mai fatte vedere.

Come al solito, ogni cosa è legata a un’altra. ho diversi ricordi legati a questo parco, belli e meno belli, anzi a ben vedere due ricordi in particolare. Entrambi, col senno di poi, prima uno e poi l’altro, hanno segnato il distacco, anzi l’inizio del distacco di due situazioni parecchio diverse, ma entrambe importarti.

Vi piacerebbe saperli, ve? ok, non ve lo dico. prendete il messaggio per quello che è.

Tra i palazzi del Tuscolano fino a Cinecittà, questa lingua di terra racconta di Roma, di come si approvvigionava d’acqua, di come l’intelligenza degli ingegneri di allora è stata in grado di dissetare questa città.

Oggi, è un polmone importante, un fazzoletto dove riprendere per qualche istante, la propria dimensione, lontano dalla corsa al massacro quotidiano.

Chi passeggia, chi si gode il sole, chi da’ due calci a un pallone, chi si riposa.

E al centro, nascosto, un piccolo lago, tra le piante, quasi che si nasconda alla vista. Un piccolo miracolo che si rinnova ogni momento.

Supportami.

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