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E non finiscono più. Scale basse, scale lunghe, scale storte, capocciate su un muro che ti immagini dritto invece sale di traverso perche’ sei nella cupola.

Salire la cupola di San Pietro è cosa da affrontare con calma, ogni scalino ha la sua storia da raccontare. Per rendere i passaggi più difficili un pelo più facili, i vecchi passaggi sono stati sostituiti da moderne scale in acciaio. Ma la storia è li, sotto i tuoi piedi, sotto i 537 scalini da fare una volta in una direzione, una volta nella direzione opposta, se vuoi uscire e tornare a casa.

Lungo i muri, targhe che ricordano i personaggi famosi che hanno, forse, arrancato fino alla cima, pur di ammirare uno dei panorami più amati al mondo.

Stasera mi sono rimesso a guardare le foto che ho scattato durante una delle mie incursioni romane.

La Basilica è cosa conosciuta e stra-fotografata. Ovviamente anche io non ho risparmiato il numero di click.

Quello che però raramente ho visto fotografare sono la fatica per salire quei gradini, il mazzo che la gente si deve fare e tranne i pochi allenati, tutti arrivano con un bel fiatone.

Ho pensato a questo, alla salita che nessuno fotografa, ma che tutti vogliono fare, almeno una volta.

le info sulla cupola, le trovate qua

S.Prassede, la basilica Cenerentola

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Accanto a S.Maria Maggiore, in un vicoletto anonimo che ne prende il nome, dove solo l’occhio attento del curioso vede la segnaletica e dove l’ingresso laterale dello splendido gioiello timidamente fa capolino, un filo anonimo, ma promessa di meraviglia.

S.Maria Maggiore, Turisti senza fine, venti metri più avanti, un mare di silenzio, un posto meraviglioso per ritrovare il proprio spirito.

E torniamo un momento al digitale, ma non fateci l’abitudine.