Giorno Ventuno

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Ventuno diviso sette: tre. Tre settimane esatte. Sono tre settimane che vivo in questa casa, uscendo zero, no vabbé, zero virgola zero uno… faccio gite turistiche al supermercato. Insomma, qualche volta esco.

Bene bene. Oggi una buona notizia: Lomography, mi ha proposto un’altra intervista.

“Di nuovo?” Direte voi. “Si, di nuovo!” Rispondo io. Siamo alla seconda volta. E sono oltremodo onorato della proposta a cui ho già risposto affermativamente inviando anche le risposte alle loro domande.

Mi viene da pensare: o loro sono incredibilmente cecati (dal dialetto della zona: con gravi carenze visive, cieche come talpe!) o me la cavicchio. Sono convinto della prima opzione, altrimenti non mi avrebbero mai scelto. Scherzo, auguro a Lomography.it e a chi c’e’ dietro ogni bene. Colpa loro se mi è tornata la voglia di fotografare.

La prima volta fu a Gennaio su una serie di foto che aveva come soggetto il mio rapporto con Torre Flavia.

Ora ci riproviamo con un’altra intervista che spero piaccia. Non so’ ancora quando verrà pubblicata, ma già sono felice così.

In questo periodo dove si sentono solo note tristi, sorridere ed essere felici sono le cosa più importanti che abbiamo e le mie le voglio condividere con tutti quelli che mi conoscono, soprattutto con chi, quasi con cadenza giornaliera, mi da dello scemo a cui dedico tutti i miei migliori pensieri.

Continuiamo a scattare qualche foto, va…. oggi vado con la Canon, ho intenzione di viaggiare parecchio; il giro intorno casa dura un’ottantina di passi, vediamo se arrivo fino al polo sud a forza di girare. Vado in senso orario o antiorario? boh! Vediamo.