E’ un problema

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Ormai il problema non è tanto scegliere dove andare, ma quale macchina portarsi.

Tra digitali e analogiche, il problema si fa sempre più complesso.

Devi scegliere la tecnologia, confrontarti con i costi che andrai a sostenere, con le opportunità offerte da questo o da quel mezzo: mille punti da mettere in fila.

Se opti per le macchine digitali hai mille sfumature tutte in un solo apparecchio, come se ti portassi appresso dieci macchine analogiche, se non di più, tante sono le opportunità presentate. Scatti come un folle tanto poi le cose le sistemi dopo.

Se la scelta cade sulla macchina analogica, il pezzo di ferro più o meno sofisticato sai di aggiungere calore, personalità, elementi unici non o difficilmente ripetibili: ma ciò a un costo, anche importante: hai l’obbligo assoluto di fare delle scelte Prima di partire e non Dopo essere rientrati a casa dalla tua piccola avventura.

Domani è uno di questi giorni: che mi porto?

Alla fine, la decisione è arrivata: porto con me una delle macchine a pellicola.

Si, ok, ma che pellicola e che macchina? negativo Colore o Bianco e nero? Forse su questo ho un certo minimo margine di scelta: porto 4 pellicole, 2 per tipo. 70 foto per parte. E questo è un altro punto importante: la digitale viaggia con centinaia di scatti disponibili, l’analogica no! Anche per questo devi fare dei calcoli. Ogni passo deve essere stabilito prima, mai dopo. Sarebbe fin troppo tardi.

Mi pare la contrapposizione di come si pensa di vivere oggi: fai quello che vuoi poi recuperi dopo. Niente responsabilità; il tutto viene demandato a una fase successiva e magari a qualcun’altro se sei bravo. Ma con la pellicola la cosa si inverte: devi decidere prima come nella vita vera, devi decidere prima le tue scelte e poi agire. E se sbagli, le conseguenze le vedi e le vivi senza appello o quasi.

Domani, mi sa, porto anche due pellicole per diapositive per fare qualche esperimento e forse due corpi analogici. Tie’!