Yashica Electro 35, ovvero quando fai flop poi a sviluppare!

Pubblicato il 3 commentiPubblicato in Blog, fotografia, pellicola

Tra le mani appena arrivata una splendida Yashica Electro 35. Dentro una pellicola, per la precisione una fp4+ e via a fiumicino per il collaudo. Cavolo macchina importante, vediamo di scattare a qualcosa che ci piace.

Meta predefinita, al solito, Fiumicino Porto.

Vista la giornata, fredda, piovosa, fredda, umida, piovosa, fredda, umida, bagnata e soprattutto poco luminosa, diamo una stirata alla pellicola: il valore di partenza è 125, decidiamo di metterla a 200, che un diaframma aiuta sempre.

fiumicino, in una giornata di pioggia

Un rullino finisce in un istante e colpa della Yashica, maneggevole e veloce, è veramente difficile perdere lo scatto.

Il bello poi è stato lo sviluppo…. un flop di quelli memorabili.

Non lo so perché, ma sono stato tutto il giorno convinto che avrei usato l’Ilfosol3. Ma proprio convinto, c’avrei scommesso la moglie (… ad averlo saputo).

fiumicino, in una giornata di pioggia

Me ne sono accorto poi che la pirlaggine ha fatto bingo: anziche l’Ilfosol ho usato l’ID11.

Tempi di sviluppo totalmente sballati. l’ID11 sviluppa praticamente con i tempi doppi rispetto l’Ilfosol. Pellicola quasi trasparente.

Ma porc….

Fortunatamente e con un po’ di pazienza, qualcosa è venuto fuori recuperando sulla scansione. Fortunatamente.

Ecco un errore da non ripetere: La pellicola non ammette leggerezze, ogni passaggio deve essere quello e basta. Non ci si possono permettere errori che si pagano poi nei risultati. Tutti i passaggi devono essere calcolati, precisi e sicuri. Non si recupera.

A ripensarci, però il risultato non è proprio malvagio, no?

fiumicino, in una giornata di pioggia