Giorno Ventisei

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Qua i giorni aumentano anziché diminuire, ma, in alto i calici, troviamo modo di impegnare positivamente la giornata.

Oggi pubblico prima, ma un motivo c’è e mi rende felice. Trafficare in giardino mi rasserena; non ho grandi capacità, ho più un pollice nero, non verde, ma ci provo e cerco di fare del mio meglio. E poi, mi fa bene. Sempre davanti ai computer, sempre ad osservare numeri e flussi di dati. No, il giardino è come la fotografia, un flusso lento da cui farsi portare.

Abbiamo trovato casa alla Bouganville. Troppi mesi che era nel suo vasetto in attesa di trovare casa. Oggi ho preso pala, piccone e vanga e giù, scavata buca, messa a dimora. La piccola inizia ad avere nuove foglioline, era ora. Spero che il posto che le ho trovato le piaccia.

Per l’occasione ho tirato fuori la piccola Nikon Coolpix P5000 nel cassetto da tanti anni, ma sempre pronta a fare il suo dovere. Avevo perso l’abitudine di avere una compatta in tasca. Certo, 10Mp, non sono molti, ma non me ne frega molto, le foto vengono ed è quello che conta.

E credo che qualcuno tirerà fuori un bel sorriso, che se lo merita.

passiamo ad altro, che mi viene da ridere. Oggi domenica delle palme, pure degli idioti. Credo che il concetto “stattene a casa che fai danno” non è ancora ben radicato nella testa di molti, anche nella testa di persone di un certo rilievo. Messe, benedizioni a gruppi di persone. Aho, sono quattro settimane che sto a casa cercando di fare la mia piccola parte e i soliti imbecilli rischiano di vanificare, che poi non gli posso augurare la morte, auguro preferibilmente torture, lo sforzo dei più, per cosa?