4.45 AM 

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Ci risiamo.

Stomaco sottosopra, mente sottosopra, di nuovo a sragionare sui mali dell’universo.

Un silenzio che ingombra. Nessun rumore. Il mondo si è fermato. Forse. O forse mi ci fa credere. Mi racconta di serenità mentendo spudoratamente. È tutto caos, solo e indiscutibilmente caos.

Ci sono solo i miei pensieri a fare casino. Al confronto una discoteca potrebbe sembrare la sala di lettura di una biblioteca.

E pure stanotte non si dorme.

È già più di un’ora che mi rivolto. Diciamo pure due.

Cazzo, ma ci sono ancora le zanzare a Ladispoli? Possibile? Sento uno zzzzzz. No. Non è possibile. Sta cazzo di città dove ci sono più succhiasangue che motivi per viverci.

Incubi danno corpo a questa sensazione di vuoto che avanza. Il nulla che distrugge il regno di Fantàsia. Pensa te, cosa mi torna in mente. Non stiamo bene, eh? 

Un colpo di ali possenti, in lontananza. Sorrido. 

Comincio bene questo 2019.

3.44 AM

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Non esiste un momento buono per il neurone battitore.

Quando scatta, scatta e può essere mezzogiorno o mezzanotte, non ci sono santi, finisce la pace.

Di giorno chi soffre di neurone impazzito lo vedi subito: sguardo assente, faccia distaccata, pensiero lontano.

Di notte, chiusi nella propria casa, certe espressioni sono protette dal buio, dalla mancanza di luce.

Il neurone corre, non si riesce a fermare, a parte le fucilate. E non sempre.

Nascono idee, si rimugina su quello che è e che sta divenendo. Il mondo si allontana e noi si entra in un’altra dimensione.

Chi la vive con i propri incubi, chi con i propri psichiatri chi con i propri unicorni. Che sono anche parecchio rumorosi, devo dire.

Ognuno porta la sua borsa.

E qualche volta se ne esce con incubi ancora peggiori della partenza.

Nel mio caso ni, ne no ne si, ma ni. Ne esco con un sonno della madonna e nuove idee e nuove follie da mettere in campo. 

Proprio normale non sono. Ma questo già lo sappiamo.

3.38 AM

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Ci risiamo.

Siamo qui a rovistare nel secchione dei pensieri scomposti e non reciclabili.

Siamo qui a contare i Licaoni.

3.38. È da un po’ che faccio l’impasto per il pane. L’impastatrice mi gira e mi rivolta. Il sonno mi saluta da lontano.

Ho gli occhi chiusi, ma sono vigile e pronto ad accendere la festa.

Siamo tornati da Prato pieni di idee, ora dobbiamo mettere ordine e cercare di applicarne almeno qualcuna.

Due giorni di stacco o quasi. L’atavica tensione non mi ha lasciato mai, anche se, a buon titolo, non ho avuto problemi di sorta…. Pfiuuii.

Mi sento in colpa per non essere andato da Paolo. Era una situazione a cui tenevo, ma gli altri impicci mi hanno fermato e, ahimè, niente Firenze, sono rimasto in quel di Prato.

Devo andare avanti, cercare di essere coerente con le mie scelte. Non è proprio la cosa più facile del mondo. Le sirene sono molte, qualche volta troppe e non ho, sigh, un fucile a pallettoni per zittirle.

Stavolta il nettare rosso non ha sortito effetti utili. O meglio, forse ha aiutato i giocatori di ruzzola a organizzare meglio il gran premio tra i miei panni.

Come una pera mi sono spento, ma poi la tramoggia che porto in testa si è messo in moto.

Situazioni senza apparente filo sembrano incagliare senza una chiara linea. Tocca solo che attendere e osservare, pronti nel caso.

I conti piangono, di brutto. Raschiare il fondo è diventato il mantra del mentre mi lavo i denti.

Recuperare tutti i crediti, tagliare, o meglio, sospendere tutti i progetti che richiedano impegno economico importante. Ormai si gioca con le voci di bilancio come se si partecipasse a un torneo di Dama. Il problema è che perdo sempre.

Tradotto: sempre grandi casini.

E poi c’è un drago che mi agita, qualcosa di indefinito che spesso mi toglie il respiro. So che sta sfiammando da qualche parte. La sua presenza è palpabile, apre armadi a sorpresa, sbuffa, fa casino. Si vede il fumo salire da mille pertugi. Difficile mantenere il controllo. L’unicorno si dà da fare. Costruisce mille barriere ma crollano sempre. Solo una mazza da baseball ci salverà.

E mentre riassumo una nottata di tempesta, il treno rallenta. Siamo arrivati a Termini. Inizia la festa.