Bracciano

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Bracciano, Lago di Bracciano.

Una giornata di spiaggia. Bambini, Bambini Allegri, Bambini Maleducati, Genitori a riposo, Genitori Maleducati.

Un Cigno, splendido, si muove tra le persone. Non ha paura, è maestoso.

Un ragazzino con la pistola ad acqua. Il solito guastafeste con la pistola ad acqua. Rispetto ZERO. Vuole a tutti i costi annaffiare il volatile. Perché? Che ci guadagni? Nulla, ma non capisce, e insiste. Mi piazzo a 50 cm dal volatile e lo guardo storto. Quando punta, lo guardo con la mia faccia migliore e gli faccio capire che NO, non lo deve fare, deve rispettare l’animale non considerarlo come giocattolo. Rischia una pena tra: piglio a schiaffi i tuoi genitori fino a che non cambiano sesso a piglio a calci te fino a che non mi fanno male i piedi.

Lui insiste, io non mi muovo.

E i genitori? niente, si fossero mossi di un centimetro. Cazzo di genitori sono, manco le capre.

E torniamo alle foto:

Un piccolo omaggio, o meglio un appiglio di ricordo per una persona che ho perso di vista. Le sue foto, pubblicate, furono viste da migliaia di persone. Splendide. Ho provato a fare qualcosa di simile. Volevo semplicemente ricordare.

Lago di Castel Gandolfo (2 parte)

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Qualcuno potrebbe dire, e tutto sommato non mi sento di dargli torto, che andare in giro con una macchina digitale e una analogica sia un po’ fuori scala, io rispondo, NO, cosa normalissima è.

L’altra volta, al lago di Albano ho scattato sia con la Fuji che con la Bessa. Gli scatti con la Fuji li avete già visti e se non lo avete fatto potete cliccare sul link qualche parola indietro.

Ma ho pure scattato con la Bessa, una pellicola a colori, una Kodak.

Lago di Castel Gandolfo

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Metti una mattina, metti poca voglia di macinare altri chilometri, metti il desiderio di fare una briciola di diverso dalla muffa quotidiana che ormai non reggi più.

Quando ero implume, parliamo ormai di parecchi secoli fa, in questo lago c’era molta più acqua. Non c’erano le spiagge, c’era un piccolo porticciolo. Il bar era un pontile che si protendeva verso il centro del lago. Dove oggi molti passeggiano o si stendono a prendere il sole, prima c’era tanta più acqua che ora è fuggita, non abita più qua.

Avevo un cugino che aveva un gommone tender . Si arrivava in macchina, ci si avvicinava al pontile e lo si calava dal carrello all’acqua. Si passava un mare di tempo a prepararlo, a mettere a punto il motore. Nel piccolo ormeggio era tutto un andirivieni di persone con lo stesso interesse: fare un giro col proprio natante. Tutti a lavorare, tutti a mettere a punto. Poi via, un bel giro in lungo e in largo. Era il rito dei fine settimana con il sole.

Ben presenti gli elementi che negli anni sessanta avevano contribuito a far conoscere questo specchio d’acqua attraverso le olimpiadi, i piloni immersi nell’acqua profonda che servivano alle gare.

Tutto quanto ormai scomparso da tempo. Il lago si è ritirato molto. Qui piloni si ergono come scheletri ormai corrosi dal tempo, una spiaggia lunga si è formata laddove una volta c’era tantissima acqua. Anche quel cugino non c’è più.