Liberi? Sicuri?

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, in giro, pellicola

Ancora mica è chiaro. Intanto il mio lockdown è finito da direi un paio di settimane, nel frattempo mi sono eclissato dal tenere aggiornato il mio blog perché avevo bisogno di un attimo per riguardare il mondo che faccia avesse rispetto a quello che avevo lasciato più di due mesi fa.

Oddio, mi pare grosso modo lo stesso, solo l’erba è decisamente più alta.

In queste due settimane ho ripreso in mano il mio lavoro in ufficio alternandolo alle attività di remote working dalla postazione casalinga. Le rogne sono sempre le stesse. Sicuro che passerò più tempo a casa alternando i viaggi nella capitale con le attività telematiche home based.

Che figa la terminologia inglese, eh?

E nel frattempo, si mixa tutto anche con l’orto che pare procedere abbastanza bene.

Abbastanza, ma non completamente: la prima vittima è la rughetta che stenta a tenersi viva e conta diversi caduti tra le sue fila. I pomodori invece procedono vittoriosamente insieme alle zucchine e alle patate che rigogliosamente mettono su un ciuffo dietro l’altro.

Al lavoro ci si va in macchina. Niente treni e mezzi pubblici. Non c’è traffico, quindi per il momento si può fare. Nei prossimi giorni vedremo il da farsi: ho il terrore di ritrovarmi imbottigliato sul Viadotto della Magliana come nei tempi d’oro delle lunghe file a sprecare la vita lungo l’asfalto.

Intanto riprendiamoci la vista intorno il luogo di torture, pardon, di lavoro. Le chiavi del terrazzo sono sempre saldamente nelle mie mani, quindi via…. prima occasione, click, chiamato ascensore (usando i guanti) e su fino all’ultimo piano.

Ovviamente, come da mia vecchissima abitudine, se la mattina devo fare un certo percorso è garantito che ci metto in mezzo una variante dietro l’altra.

E il mare torna padrone dei miei pensieri.

Rimane una cosa importante…