Milano 2019

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog

Un’idea venuta bene.

Lasciamo perdere gli impegni ufficiali, la giornata aveva il suo programma ben preciso.

Prima tappa: Noc New Old Camera e il suo mitico boss, Mr. Ryuchi Watanabe.

Iniziamo con la sveglia assurda alle quattro di mattina, o meglio, alle quattro e mezzo. Mr. Italo mi aspetta alle sette e dieci e non ammette ritardi, la mia fida Bessa, due pellicole scadute quasi il secolo scorso e una hp5 non scaduta.

Anzi, visti i risultati, scadutissime. In realta’ stiamo parlando di due pellicole Ferrania scadute nel lontano 2005. E si vede, eccome se si vede.

Ero indeciso cosa portare. La Canon, la Fuji, uno dei pezzi di ferro. Alla fine ho preferito la cara pellicola. Niente, non riesco più a ragionare se non ho un po’ di sana pellicola in corpo.

Intanto la prima novità, il biglietto per la metro costa 2 euri, 7 per viaggiare tutto il giorno. Non male, considerando che con la metro di Milano ci rimetti anche l’orologio, non mi dispiace pagare per un servizio che funziona.

Cominciamo con Noc e il suo eccezionale boss, Ryiuchi. Certo, avrà pensato che questo losco individuo non è del tutto normale per essere venuto da Roma appositamente per entrare al Noc.

Ho avuto l’onore di giocare con una delle Leica di Gianni Berengo Gardin. un’ora meravigliosa in ottima compagnia, circondato dalla bellezza della fotografia.

Tappa due: Oltre al Noc, avevo in mente un’altro posto, il Jamaica, mitico ritrovo dei fotografi che hanno fatto la storia della nostra Italia.

Il Jamaica si trova a Brera, e la giornata merita una camminata per milano. Dal Noc al locale ci vuole una mezzoretta a piedi, quindi via, attraverso Parco Sempione, pieno di verde e di persone.

Questo secondo incontro mi ha un po deluso. Pensavo di trovare appese foto, immagini dei personaggi che tanto mi appassionano. Invece niente, un locale spartano, quasi triste al confronto con gli altri, un po’ buio, insomma….

ma la giornata non è ancora finita, dobbiamo arrivare in stazione, dobbiamo mangiare qualcosa, dobbiamo prendere un treno.

Milano è verde, parecchio. A parte i palazzi con un sacco di alberi arrampicati su, ogni angolo del centro ha qualcosa di verde.

Parchi, aiuole, alberi, prati, perfino le sedi del tram, tutto verde e parecchio.

E infine di nuovo in stazione, pronto a tornare a Roma, con i piedi doloranti, un biglietto da sette euro non consumato in tasca e i rullini quasi pieni di scatti sperando, visto le pellicole usate, di ottenere qualcosa di interessante.

Alle 6.30 di nuovo a Roma. Mi aspetta un treno per raggiungere casa. La giornata è completa. Notte.

Progetti

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, in giro, pensieri
Unicorni
Tanti i progetti in cantiere, qualcuno morirà prima ancora di nascere, altri andranno avanti con modi e tempi da definire. Ormai si vive nell’incognita da pendolare: ogni giorno una novità. E questa settimana ha fatto il pieno. Intanto Test delle nuove ali dell’unicorno, cambiamo veste, Foto in zone a rischio terremoto, ho voglia di contribuire con qualcosa di mio ad Amatrice e dintorni, fino a trovare un posto adatto nel centro italia dove scattare a ricordo di quanto è successo. Collaudo dei propulsori a curvatura ionica, i nuovi motori interdimensionali che sto’ sperimentando da tempo, Altre foto in quel di Prato, Street Photo. L’evento che condivido con uno dei miei Loschi amici. E vuoi che non faccio una capatina in quel di Firenze a trovare il grande tra i grandi? il Paolone Assassino Seriale Matto Come un Cavallo? Chi sono io per non fare cio? Nota: stanze prenotate gia’ da tempo. L’unicorno è pronto. Che altro… Ah, si, a breve Venezia, assolutamente, di settimana, colpo secco, andata e ritorno in giornata: una cosa da vedere assolutamente alla casa dei Tre Oci prima che finisca.  Gia’ il nome, casa dei Tre Oci intriga, Aggiornamento: mi sa che si fa con un 48 ore. C’e’ anche una libreria  da vedere – AcquaAlta – e magari si fa tutto insieme. E ancora, Milano, ho un posto, anzi due che devono assolutamente essere visionati. Uno ha una funziona storica che chi fotografa conosce come conosce la propria macchina fotografia, meglio della propria moglie, dei propri figli e della propria vita…. Giamaica, vi dice nulla? Nel frattempo combatto con notai e comuni. Non è un progetto, ma le madonne ormai si progettano con una stampante 3D tanto ormai sono grandi e fantasiose, Breve intermezzo pubblicitario…. oggi non voglio scrivere di quello che succede, ma voglio appuntarmi quello che accadrà.  E nel frattempo faccio macumbe. Nota: devo riprendere, perché è un pò che non lo faccio, a fare foto agli sconosciuti. Devo aggiornare assolutamente quella pagina, E deve rientrare la Fuji…

Sta cosa’ me sta a sfuggi’ de mano

Pubblicato il Pubblicato in Blog

Ormai guardo più spesso l’orario dei treni, le possibili offerte, i possibili magheggi per risparmiare. Sogni di salire su un treno, partire e fermarmi dall’altra parte dello stivale. Ormai, l’odore dei treni è dentro di me, sono parte di un treno.

Ho voglia di conoscere, di muovermi, di spostarmi e già che con il treno ho un buon feeling, è lui il mio primo pensiero come mezzo di trasporto.

Già in tasca un biglietto per Firenze, ma lì andiamo per bagordi, accanto a un biglietto per Bologna, e i bagordi li farà una delle macchine fotografiche, forse anche più di una.

Un desiderio di rimettere i piedi a Venezia, magari un intermezzo settimanale, magari a settembre o forse ottobre, quando i turisti saranno diminuiti e magari i Veneziani saranno tornati un po’ alla loro quotidianità. E se riuscissi a unire il tutto con una mostra, magari, sarebbe un bel coronamento.

Milano, anche se milano non mi ha mai particolarmente ispirato, ci sono cose che voglio andare a vedere. Il Giamaica, in particolare, il regno dove si è consumata parte della storia fotografia italiana. Sono curioso di vedere, di sentire cosa hanno da raccontare quelle mura.

Verona, ma questo con un paio di giorni insieme alla mia signora, anche tre. Vorrei camminare sotto il terrazzo di Giulietta, rivederlo da vicino. Ho toccato Verona una sola volta, di fretta, mentre attendevo una situazione di lavoro. Non ho avuto il tempo di vedere, fare, camminare, odorare e soprattutto scattare.

E vorrei tornare nelle verdi campagne marchigiane. Mi mancano le mie origini.