Progetti

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Unicorni
Tanti i progetti in cantiere, qualcuno morirà prima ancora di nascere, altri andranno avanti con modi e tempi da definire. Ormai si vive nell’incognita da pendolare: ogni giorno una novità. E questa settimana ha fatto il pieno. Intanto Test delle nuove ali dell’unicorno, cambiamo veste, Foto in zone a rischio terremoto, ho voglia di contribuire con qualcosa di mio ad Amatrice e dintorni, fino a trovare un posto adatto nel centro italia dove scattare a ricordo di quanto è successo. Collaudo dei propulsori a curvatura ionica, i nuovi motori interdimensionali che sto’ sperimentando da tempo, Altre foto in quel di Prato, Street Photo. L’evento che condivido con uno dei miei Loschi amici. E vuoi che non faccio una capatina in quel di Firenze a trovare il grande tra i grandi? il Paolone Assassino Seriale Matto Come un Cavallo? Chi sono io per non fare cio? Nota: stanze prenotate gia’ da tempo. L’unicorno è pronto. Che altro… Ah, si, a breve Venezia, assolutamente, di settimana, colpo secco, andata e ritorno in giornata: una cosa da vedere assolutamente alla casa dei Tre Oci prima che finisca.  Gia’ il nome, casa dei Tre Oci intriga, Aggiornamento: mi sa che si fa con un 48 ore. C’e’ anche una libreria  da vedere – AcquaAlta – e magari si fa tutto insieme. E ancora, Milano, ho un posto, anzi due che devono assolutamente essere visionati. Uno ha una funziona storica che chi fotografa conosce come conosce la propria macchina fotografia, meglio della propria moglie, dei propri figli e della propria vita…. Giamaica, vi dice nulla? Nel frattempo combatto con notai e comuni. Non è un progetto, ma le madonne ormai si progettano con una stampante 3D tanto ormai sono grandi e fantasiose, Breve intermezzo pubblicitario…. oggi non voglio scrivere di quello che succede, ma voglio appuntarmi quello che accadrà.  E nel frattempo faccio macumbe. Nota: devo riprendere, perché è un pò che non lo faccio, a fare foto agli sconosciuti. Devo aggiornare assolutamente quella pagina, E deve rientrare la Fuji…

Sta cosa’ me sta a sfuggi’ de mano

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Ormai guardo più spesso l’orario dei treni, le possibili offerte, i possibili magheggi per risparmiare. Sogni di salire su un treno, partire e fermarmi dall’altra parte dello stivale. Ormai, l’odore dei treni è dentro di me, sono parte di un treno.

Ho voglia di conoscere, di muovermi, di spostarmi e già che con il treno ho un buon feeling, è lui il mio primo pensiero come mezzo di trasporto.

Già in tasca un biglietto per Firenze, ma lì andiamo per bagordi, accanto a un biglietto per Bologna, e i bagordi li farà una delle macchine fotografiche, forse anche più di una.

Un desiderio di rimettere i piedi a Venezia, magari un intermezzo settimanale, magari a settembre o forse ottobre, quando i turisti saranno diminuiti e magari i Veneziani saranno tornati un po’ alla loro quotidianità. E se riuscissi a unire il tutto con una mostra, magari, sarebbe un bel coronamento.

Milano, anche se milano non mi ha mai particolarmente ispirato, ci sono cose che voglio andare a vedere. Il Giamaica, in particolare, il regno dove si è consumata parte della storia fotografia italiana. Sono curioso di vedere, di sentire cosa hanno da raccontare quelle mura.

Verona, ma questo con un paio di giorni insieme alla mia signora, anche tre. Vorrei camminare sotto il terrazzo di Giulietta, rivederlo da vicino. Ho toccato Verona una sola volta, di fretta, mentre attendevo una situazione di lavoro. Non ho avuto il tempo di vedere, fare, camminare, odorare e soprattutto scattare.

E vorrei tornare nelle verdi campagne marchigiane. Mi mancano le mie origini.

 

James Nachtwey

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Da più parti viene definito l’erede di Capa, il mitico Capa. Non mi piacciono i confronti, non mi piacciono i parallellismi. Sono due grandi persone vissute in epoche diverse con tanti punti lontani, tante uguaglianze e tante differenze.

Quasi sul filo del traguardo, sono riuscito a entrare alla mostra dedicata al lavoro di Nachtwey.  Magari una piccola tirata di orecchie agli organizzatori che sono stati costretti a infilare l’immensa mole di lavoro in spazi tutto sommati striminziti, un filo strettini.

E nonostante tutto, un freddo boia da staccare le orecchie, un po’ di fila, diciamo una mezz’oretta me la sono sparata comunque, ma devo dire, che raccolti gli arti congelati, il viaggio e’ valso la candela.

 

E tanto per mettere la ciliegina sulla torta, viva la settimana della moda, dove l’importante e’ mostrare….. che cosa, poi, non e’ dato capire.

E infine, un saluto da Milano. Una gentile donzella, presa un po’ alla sprovvista, si e’ fatta immortalare in una delle piazze piu’ belle d’Italia.